Rassegna stampa etica

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Aborto femminicidio credit by AZMOgni femminicidio di cui si appropriano i media finisce travolto dai soliti luoghi comuni. Ma la radice autentica di questi delitti è la medesima mentalità assassina che ci ha condotti all’aborto e ci sta conducendo all’eutanasia

di Aurelio Carloni

Per ogni tragedia di femminicidio, la macchina della comunicazione impudica e ideologica si mette in moto. I media tradizionali e i social vestono gli abiti a lutto per fotografare il contesto umano, famigliare, sociale in cui il delitto si è consumato. I funerali religiosi o civili sono accompagnati da omelie o discorsi nei quali la responsabilità è attribuita a “tutti”, meno che — parrebbe — al retore o all’omileta di turno, che con il tono e la gestualità fanno intuire che la colpa è di chi ascolta e, di certo, non propria. I testimoni, anche se sinceri, diventano di fronte alla telecamera attori inconsapevoli di una triste scena teatrale nella quale alle consuete domande dei giornalisti su come si senta il parente o l’amica o il parroco della povera vittima rispondono come oramai ci si aspetta rispondano. Con una retorica priva di anima proprio perché già scritta e ripetuta mille volte in tv, sui social, nelle interviste ai quotidiani.

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