MOSCA, 4. È necessario porre termine al finanziamento statale della pratica abortiva. È quanto chiedono — riferisce l’agenzia Interfax religion — i rappresentanti del Consiglio interreligioso russo che hanno espresso grande preoccupazione per le dimensioni sempre maggiori del fenomeno. La Russia, viene sottolineato, figura infatti ai primi posti nella classifica dei Paesi che praticano più interruzioni di gravidanza con circa un milione (secondo alcune stime sarebbero anche di più) di aborti l’anno. Il Consiglio — composto da rappresentanti ortodossi, musulmani, ebraici e buddisti — ricorda come «la vita umana inizia dal momento del concepimento», sottolineando come questa convinzione appartenga non solo alle diverse tradizioni religiose ma anche alle risultanze della scienza contemporanea. «Coloro che negano la vita al feto vanno contro Dio, la coscienza e le leggi morali», ricordano dunque i rappresentanti religiosi sottolineando che nulla può mai giustificare un simile «grave peccato». Di qui pertanto la richiesta dello stop ai finanziamenti statali e dell’esclusione della pratica abortiva tra quelle previste dall’assicurazione statale obbligatoria. Al contrario, affermano, vanno aiutate le donne che decidono di tenere il bambino.
© Osservatore Romano - 5 giugno 2016