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card-parolinUn’occasione per riaffermare i «valori della libertà e della democrazia insieme al rispetto dei diritti umani e alla promozione della dignità della persona»: con queste parole il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha salutato il presidente della Repubblica Ceca, Miloš Zeman, incontrato nel castello di Praga venerdì 14 novembre.

Il porporato si è recato nella capitale ceca su invito dell’arcivescovo, il cardinale Dominik Duka, in occasione del venticinquesimo anniversario della canonizzazione di Agnese di Boemia (12 novembre 1989), ricorrenza che, ha sottolineato, «coincide felicemente» con quella della Rivoluzione di velluto (17 novembre 1989) che «pacificamente ha portato alla fine della sofferenza di questo Paese sotto un regime totalitario». Ricordando come la Repubblica Ceca sia stata visitata tre volte da Papa Giovanni Paolo II e nel 2009 da Benedetto XVI , il cardinale ha espresso la «speranza che Papa Francesco nel prossimo futuro possa visitare questa bella terra erede di un ricco patrimonio spirituale e culturale» e allo stesso tempo ha comunicato al presidente Zeman che il Pontefice sarebbe felice di incontrarlo in Vaticano. Nel corso della mattinata al castello di Praga, storica residenza dei re di Boemia, il segretario di Stato, prima dell’incontro delle delegazioni della Repubblica Ceca e della Santa Sede, ha avuto un colloquio privato con il presidente della Repubblica e, successivamente, un incontro con i presidenti dei due rami del Parlamento. Parlando alle autorità politiche, il porporato ha ricordato come la Chiesa cattolica abbia sostenuto i cechi nei loro «sforzi per ristabilire la libertà e la democrazia», valori ancora oggi «molto amati» in questa terra e che «devono essere sempre promossi e protetti, dal momento che non possono mai essere dati per scontati». Si è quindi detto sicuro che il Paese, ricco dei grandi valori «spirituali, morali e culturali» ereditati sin dai tempi dei santi Cirillo e Metodio, continuerà a essere vicino alla gente per rispondere alle sfide contemporanee e assistere l’intera società, «in particolare i più bisognosi, attraverso istituzioni e strutture educative, sanitarie, culturali e caritative». Nel pomeriggio il cardinale Parolin si è trasferito nello storico monastero di Strahov dove ha rivolto un altro saluto ai membri del Governo e del corpo diplomatico. In questa occasione il porporato è tornato sulla ricorrenza storica che segna la sua visita e ha fatto cenno alle «sofferenze» e alle «persecuzioni» subite direttamente dalla Chiesa cattolica negli anni del totalitarismo. In particolare ha ricordato «il coraggio del cardinale František Tomášek, arcivescovo di Praga, che con la sua cauta ma risoluta opposizione al regime comunista cecoslovacco ha contribuito a portare alla sua pacifica caduta nella Rivoluzione di Velluto». Dopo il crollo del regime, ha detto il segretario di Stato, la Chiesa locale ha potuto riprendere la sua attività pastorale e la Santa Sede ristabilire le piene relazioni diplomatiche col Paese, e oggi i «legami di cooperazione e di amicizia» possono essere rafforzati ulteriormente «al fine di promuovere una vera comprensione della dignità della persona umana e per favorire la pace tra le nazioni».

 

© Osservatore Romano 15 novembre 2014