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Pubblichiamo il testo della lettera che l'associazione per i diritti civili delle persone vedove "Il melograno" ha inviato al sottosegretario con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi, che ha prontamente risposto fissando un appuntamento con la presidentessa Amelia Cucci Tafuro venerdì prossimo, 7 novembre. "Il melograno", nato nel 2001 dall'esigenza di dare identità a queste famiglie, fa parte del Forum delle associazioni familiari, ha sede legale a Roma e altri uffici a Milano, Lecce e Padova.

Egregio On. Carlo Giovanardi,
"Il Melograno", l'associazione che da anni tutela i diritti civili delle persone vedove, prende atto che ancora una volta questo tipo di famiglia è stata dimenticata, nonostante gli impegni e le promesse fatte dagli esponenti dei vari partiti politici incontrati in campagna elettorale e anche dal presidente Berlusconi. Già la Finanziaria 2009 ha penalizzato la famiglia tradizionale e bene ha fatto il cardinale Bagnasco a invitare la classe politica a «concentrarsi sulle fasce più deboli e sulle famiglie monoreddito» con misure organiche giuste.
Ma queste misure sono ancora più necessarie per le nostre famiglie vedove, che si ritrovano di colpo un reddito notevolmente decurtato se non addirittura azzerato, come nel caso di morti precoci che non hanno permesso di maturare i requisiti necessari per una, se pur modesta, pensione di reversibilità.

Sono famiglie, queste, a cui neppure un sistema fiscale equo porterebbe sollievo, in quanto non esiste un reddito e vivono in condizioni di estrema precarietà.

Forse è tempo di chiedersi come vivono e di che vivono le famiglie vedove quando percepiscono, e se lo percepiscono, un assegno di reversibilità spesso inferiore a un assegno sociale: eppure continuano a essere nucleo familiare come quelli tradizionali, numerosi, separati e immigrati, senza aver scelto comunque quella condizione.
Lo Stato, il governo, il popolo, se lo saranno mai chiesto? E lei, onorevole Giovanardi, conosce queste famiglie, le loro condizioni di precarietà psicologica ed economica e soprattutto quante sono in Italia?

Le persone vedove sono oltre 5 milioni, di cui 4,5 milioni donne, circa 800 mila uomini. Le famiglie con orfani sono 1,2 milioni. A restare vedova/o non è solo il coniuge superstite, ma l'intera famiglia, che di colpo e con fatica dovrà ricostruire un equilibrio incrinato non solo dalla perdita affettiva ma anche economica, soprattutto quando a mancare è il capofamiglia.

Ma di noi si parla poco, non abbiamo voce, viviamo sulla nostra pelle la misera condizione di vedovanza, resa ancora più difficile da una serie di leggi inique che si abbatte su una categoria debole come la nostra.

Qualcuno è a conoscenza che se la persona (in genere la donna) rimasta vedova "disgraziatamente" lavora, deve sottostare all'art. 1 comma 41 della Legge 335/95 che prevede un'unica tassazione dei due redditi con un'aliquota fiscale superiore a quella che si pagava separatamente con il coniuge vivente e con un reddito intero?
Qualcuno sa che se gli orfani ricevono un assegno di reversibilità superiore anche di solo 10 euro il tetto massimo di 2.840,51 euro, che peraltro nessuna Finanziaria è riuscita ad aumentare o rivedere in base alle situazioni familiari, non possono essere considerati a carico del coniuge superstite nel caso che questi lavori e che quindi non potrà avvalersi di detrazioni fiscali e deducibilità di spese varie (sanitarie, scolastiche ecc.)?

Infatti la legge dice che si considerano a carico (indipendentemente dall'età e dalla convivenza con il genitore richiedente) i figli, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, che non abbiano redditi propri superiori a euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili.

Pertanto famiglie con figli e due genitori che lavorano entrambi possono usufruire di tali detrazioni, le famiglie vedove no.
Lo Stato si è mai chiesto cosa accade in una giovane famiglia con due o tre figli, quando viene a mancare precocemente il capofamiglia che non ha maturato il minimo per percepire una pensione, i cui contributi versati andranno persi e la donna non ha un reddito da lavoro?

Lo Stato o comunque i media che in genere tanto parlano di altri tipi di famiglie, sanno che in questi casi, le famiglie vedove (e sono molto numerose, più di quanto si pensi) sono in mezzo a una strada e se riescono a sopravvivere è grazie a opere di carità? Così non è per le famiglie separate e numerose che comunque possono contare su un reddito e verso le quali c'è una particolare attenzione sociale e legislativa.

Dov'è l'equità sociale? Eppure l'articolo 4 comma f de "La Carta dei diritti della famiglia" recita: «Gli orfani o i fanciulli privi dell'assistenza dei loro genitori o tutori devono ricevere particolare protezione da parte della società...» e ancora l'art. 9 comma b: «Le famiglie hanno diritto a misure nell'ambito sociale che tengano conto dei loro bisogni, specialmente nel caso di morte prematura di uno o di entrambi i genitori, di abbandono di uno dei coniugi, di incidente, di malattia o di invalidità, nel caso di disoccupazione, e ogni qualvolta la famiglia abbia da sostenere oneri straordinari a favore dei suoi membri per ragioni di anzianità, di handicap fisici o mentali o dell'educazione dei figli».

Ma di queste famiglie non si parla, non ci si cura, non ci si preoccupa, insomma non fanno notizia, anche perché della morte e delle sue conseguenze è meglio non parlarne!

È a lei allora che ci rivolgiamo, perché con la sua sensibilità abbia un'attenzione legislativa verso di noi; perché pensiamo che sia giunto il momento di prendere consapevolezza che nella società italiana esistono queste famiglie che sono e vogliono continuare ad essere famiglia; perché è tempo ormai di non pensare alla morte come un evento fisiologico, ma come un problema sociale che prima o poi interessa tutti, a qualsiasi colore partitico o credo religioso si appartenga.

Attendiamo pertanto da parte sua un segno di attenzione che faccia prendere al governo decisioni coraggiose verso queste famiglie deboli, famiglie senza voce, famiglie "invisibili".

*presidente "Il Melograno", Associazione di famiglie vedove



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