A FIRENZE e' nato un bambino. Ma non doveva. Alla
sua mamma (nessuno, almeno oggi, ha nominato il padre) avevano detto che c'era
la possibilita' di una malformazione, ''atresia dell'esofago'', a cui si può
rimediare per via chirurgica in oltre il 90% dei casi. La signora ha deciso di
abortire. Ma alla ventiduesima settimana di gravidanza il feto, sano, è
sopravvissuto all'aborto, e adesso è ricoverato all'ospedale Meyer di Firenze in
condizioni gravissime. Pesa mezzo chilo.
La notizia è stata riportata da Repubblica,
stamattina, in prima pagina. Qua il testo
Difficile
rimanere indifferenti a una notizia del genere. Ma colpisce il modo con cui è
stata data: "Abortisce per una malformazione che non c'è", "purtroppo, solo dopo
l'aborto si è scoperto che il figlio era sano" (corriere.it), "Abortisce, ma il
figlio è sano e vivo" (Repubblica). Il dramma, cioè, è che si sono sbagliati: il
figlio era sano. L'errore è stato aver scambiato un sano per un malato. Abortire
un probabile malformato, si può.
Se l'aborto fosse riuscito, anche con la diagnosi sbagliata (e quindi un
figlio sano) non ne avremmo mai saputo niente. E se la diagnosi fosse stata
corretta, l'aborto non riuscito sarebbe stato un inconveniente, ma difficilmente
sarebbe andato in prima pagina. Il caso è scoppiato perchè non è riuscito
l'aborto e perchè era sbagliata la diagnosi.
Se lo lasciano scappare anche
insospettabili. Per esempio Rosi Bindi, pur augurandosi un lieto fine, dichiara
candidamente: "Gli errori medici esistono anche se non dovrebbero esserci,
soprattutto quando c'e' in gioco la vita dei bambini e la maternita'.
Auguriamoci di riuscire a contenerli il piu' possibile ed ad essere in grado,
quando si verificano, di rimediare e supplire -ha concluso la Bindi- con grande
solidarieta' alle conseguenze".
Il problema è contenere l'errore medico, insomma: la diagnosi
sbagliata.
Rosalba Cesini, del
Pdci, parla di "recenti casi di malasanità" (!!!!) e denuncia la destra che
vuole, secondo lei, smantellare la legge 194.
Potremmo fare un lungo elenco, purtroppo,
di politici (anche dell'opposizione) e medici per i quali l'errore è nella
diagnosi sbagliata. E per i quali, quindi, è normale abortire per un sospetto di
malformazione, curabile.
La verità è un'altra: le diagnosi prenatali servono
sempre più per selezionare i figli, e non per curarli. E la pressione sociale
sulle donne in gravidanza perchè facciano tutti gli accertamenti possibili, è
enorme. Difficile sottrarsi. Questa è la vera malasanità: con il paradosso che
la gravidanza è considerata quasi una malattia, il cui esito deve essere un
bimbo sano.
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Le diagnosi prenatali servono sempre piu' per selezionare i figli, e non per curarli
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