LONDRA, 24. L’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ha rinnovato l’appello ai cittadini britannici «a difendere la tradizione dell’accoglienza», e ha condannato tutti gli atti di violenza compiuti in nome della fede. Il primate anglicano è intervenuto in occasione di una visita compiuta nel distretto londinese di Southall, dove ha incontrato i rappresentanti e i fedeli di varie comunità religiose. Welby ha ricordato, in particolare, una serie di episodi di violenza compiuti nel Paese ai danni di musulmani e l’uccisione, nel maggio scorso, di un militare, Lee Rigby, nel sud est di Londra, a opera di due britannici di origine nigeriana convertiti all’islam radicale.
Il primate anglicano ha sottolineato che la presenza di tante comunità religiose nel Paese costituisce un dono da preservare e ha espresso la sua solidarietà nei confronti di tutti coloro che hanno subito attacchi a causa del loro credo. Si tratta, ha affermato il presule, «di atti malvagi compiuti da coloro che cercano di diffondere odio e di portare divisione». Questi attacchi, ha aggiunto, «sono inaccettabili e rappresentano uno scandalo per la tradizionale ospitalità di questo Paese, di cui dovremmo essere profondamente orgogliosi». In occasione della morte del soldato britannico, l’arcivescovo di Canterbury si era unito alle voci di coloro che avevano condannato la brutale violenza, ricordando l’impegno delle comunità religiose nel diffondere la cultura della tolleranza. «Siamo terrificati — aveva dichiarato Welby durante un incontro con i giornalisti — da questo brutale assassinio». L’a rc i v e s c o -vo di Canterbury aveva poi anche posto l’accento sul fatto che il Muslim Council of Britain ha espresso una forte condanna per l’accaduto, ribadendo che tali violenze sono inammissibili per la comunità musulmana. In merito all’uccisione del soldato si era espresso, inoltre, Faiths Forum for London, un’o rg a n i z -zazione composta da rappresentati cristiani, ebrei, musulmani, indù e sikh. In un comunicato del Forum — che ha ricevuto il sostegno del presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, l’a rc i v e -scovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols — si afferma che «le nostre religioni esaltano la santità della vita umana e nessuna ingiustizia può giustificare un assalto così barbarico che è costato a un giovane uomo la vita. Il terrorismo — si conclude — non ha posto nelle nostre strade». Il Forum è stato istituito nel 2010 per promuovere il dialogo tra le diverse fedi, attraverso anche incontri e momenti di preghiera. A Southall, come accennato, l’arcivescovo di Canterbury ha incontrato rappresentanti e fedeli di varie comunità religiose. Il presule si è recato in visita in vari luoghi di culto: tra questi la Saint John’s Church, il Shree Ram Mandir Hindu Temple e il Sikh Gurdwara Sri Guru Singh Sabha. Inoltre ha incontrato anche rappresentanti e fedeli musulmani della Central Jamia Majid Mosque. Welby ha indicato, fra l’altro, come «esempio per il Paese» lo spirito di collaborazione tra le comunità religiose presenti nel distretto di Southall. A tale riguardo, ha concluso ribadendo «che la diversità costituisce un dono e non una minaccia». In Gran Bretagna vi è considerevole presenza di fedeli di varie fedi, in prevalenza cristiani, indù, ebrei, musulmani e sikh. Molteplici sono quindi le iniziative per favorire la cultura e le tradizioni delle varie fedi. Tra le più recenti, ad esempio, vi è stata quella della rete televisiva Channel 4 che ha deciso di mandare in onda durante tutto il mese sacro del Ramadan il richiamo del muezzin, ovvero la tradizionale preghiera islamica. L’islam, seconda religione del Paese, sta crescendo come numero di fedeli nel Regno Unito. (quasi 2,7 milioni di individui). «Sono certo che i musulmani saranno felicissimi e fieri di vedere l’appello alla preghiera diffuso su un grande canale pubblico», ha commentato un rappresentante del Consiglio musulmano britannico, secondo il quale «questo è il riconoscimento del fatto che l’islam e i musulmani fanno parte integrante della Gran Bretagna moderna». Ogni anno in in Inghilterra, nel Galles e in Irlanda del Nord si svolge la tradizionale National Inter Faith Week, la settimana dedicata al dialogo tra le diverse fedi. La prima National Inter Faith Week si è svolta nel 2009 con il proposito di rafforzare a tutti i livelli le buone relazioni tra i fedeli di diverse religioni. I vescovi della Conferenza episcopale d’Inghilterra e del Galles hanno pubblicato nel 2010 un documento sul dialogo tra i fedeli di diverse religioni intitolato «Meeting God in Friend and Stranger: Fostering Mutual Respect and Understanding Between the Religions».
© Osservatore Romano - 25 luglio 2013
La diversità è un dono da preservare
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