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tratta2di FRANCESCO RICUPERO

«Nessuna donna nasce prostituta, ma c’è sempre qualcuno che la fa diventare», ripeteva spesso don Oreste Benzi, fondatore dell’Associazione Papa Giovanni XXIII,«e noi vogliamo metterci dalla parte di chi le fa diventare libere. Per questo abbiamo organizzato questa sera una speciale Via crucis per tutte quelle donne “cro cifisse” vittime della tratta, della violenza e della schiavitù». Lo ha dichiarato al nostro giornale don Aldo Buonaiuto del Servizio antitratta dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, per tanti anni al fianco di don Oreste, che definisce “un infaticabile apostolo della carità”.

Questa sera, venerdì, alle 19.30, da piazza Santi Apostoli migliaia di persone, movimenti ecclesiastici e numerose personalità abbracceranno simbolicamente tutte le strade di questo orribile mercato, per donare solidarietà e innalzare la preghiera di supplica al Signore nei confronti delle vittime della tratta, della prostituzione coatta e della violenza. Una croce alta tre metri sarà portata a turno da diverse donne impegnate nel campo politico, dello sport, del giornalismo, delle forze dell’ordine e delle istituzioni, e percorrerà le vie del centro storico della Capitale per terminare il suo percorso nella chiesa di Santa Maria del Carmelo in Traspontina, dove una ragazza vittima della tratta riceverà un omaggio simb olico. «Attualmente in Italia — ricorda don Aldo Buonaiuto — sono oltre centoventimila le donne vittime della prostituzione, di cui il 37 per cento minorenni. È intollerabile, vergognoso e insopportabile che vi siano in Italia, ma anche in altre parti del mondo, giovani innocenti sottomesse, mercificate e schiavizzate. Sono troppi i fabbricanti di croci insopportabili caricate sulle spalle delle donne. In Italia — prosegue don Aldo — sono oltre nove milioni gli uomini che vanno sulle strade a sfruttare queste ragazze. Con la Via crucis di questa sera, che anche Papa Francesco ha ricordato domenica scorsa all’Angelus, vogliamo dare voce a chi non ha voce». Don Oreste Benzi ripeteva spesso che «se non ci fosse la domanda, non ci sarebbe l’offerta. Se gli italiani non chiedessero prestazioni sessuali a pagamento non ci sarebbe la tratta delle donne che vengono schiavizzate e forzate, da criminali singoli o associati, a fornire prestazioni sessuali. Questa ingente quantità di persone colpite dalla schiavitù, dalla disoccupazione, dalla fame, dalla guerra, sono le vittime di una società disumana, di una società in cui l’essere umano è una “cosa” accanto alle altre». «Il 65 per cento delle vittime della tratta e della prostituzione coatta — sottolinea don Aldo — è costretta a vendere il proprio corpo in strada, il 35 per cento nei locali come alberghi, appartamenti, locali notturni». Le vittime di questo mercato provengono da Nigeria, Romania, Albania, Bulgaria, Moldavia, Ucraina e Cina. «A questa società maschilista chiediamo un cambio di mentalità. Non possiamo permettere che ogni anno migliaia di giovani indifese arrivino nel nostro Paese per prostituirsi. Per questo esortiamo il Governo a mettere in pratica tutte le politiche per combattere questo dilagante e turpe fenomeno». La Via crucis di questa sera, scritta da don Aldo Buonaiuto, è un’analogia del calvario di Gesù e del calvario delle ragazze vittime della tratta. Prima della partenza da piazza Santi Apostoli, vi sarà una breve introduzione di Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e del vescovo ausiliare di roma per il settore Centro, monsignor Matteo Maria Zuppi.

© Osservatore Romano - 22 marzo 2014