In occasione dell’anno internazionale per la cooperazione idrica indetto dall’Onu e in vista della giornata mondiale, che si celebra venerdì 22 marzo, il Pontificio Consiglio della Giusti-zia e della Pace ha pubblicato il volume Ac q u a un elemento essenziale per la vita (Libreria Edi-trice Vaticana, Città del Vaticano, 2013, pagine 122, euro 10), che raccoglie i contributi della Santa Sede ai quattro ultimi Forum Mondiali dedicati alla preziosa risorsa, svoltisi con ca-denza triennale dal 2003 al 2012. Sono testi preparati dal dicastero vaticano — i cui officia-li solitamente sono membri delle delegazioni della Santa Sede inviate ai Forum — in colla-borazione con la Segreteria di Stato. Comple-tano il volumetto un’introduzione generale, un breve indice analitico e l’indice generale. Con metodo interdisciplinare, vengono ri-percorse le problematiche riguardanti l’acqua, considerata come un bene economico, sociale, ambientale e, soprattutto, come un bene co-mune essenziale: «prima tra le materie prime», indispensabile per la sopravvivenza dell’uma-nità e della Terra stessa. Vengono, poi, analiz-zati gli elementi critici dal punto di vista geo-politico, poiché il cosiddetto “oro blu” è sem-pre più spesso al centro di rivalità, di conflitti o di instabilità fra popoli. L’orizzonte è fondamentalmente antropolo-gico, poiché il mancato accesso alle risorse idriche incide direttamente sul sottosviluppo e sulla miseria dei popoli. Di contro dove c’è acqua sono possibili una vita sana e uno svi-luppo integrale armonioso. Per questo le solu-zioni proposte da Iustitia et Pax sono stretta-mente connesse con l’ecologia, gli investimen-ti, l’alimentazione e l’educazione. Il lavoro rimanda alle pagine dedicate al te-ma dall’Antico Testamento, dal Vangelo, dalla dottrina sociale della Chiesa e dai suoi princi-pi. La comunità internazionale invece ha ini-ziato a riconoscere un diritto all’acqua solo verso la fine del ventesimo secolo. In questo ambito vanno collocati i quattro principali testi raccolti nel libro, preparati in occasione degli ultimi Forum mondiali: il ter-zo, nel 2003 a Kyoto; il quarto, nel 2006 a Città del Messico; il quinto, nel 2009 a Istan-bul; e il sesto, l’anno scorso a Marsiglia. I dieci anni trascorsi dal primo contributo, in tale prospettiva, sono stati ricchi di evolu-zioni importanti per il settore: come l’accen-tuarsi del riconoscimento del nesso fra acqua ed energia, l’avanzamento della riflessione sul diritto all’acqua per tutti gli abitanti del pia-neta, l’evoluzione delle attività della comunità internazionale concernenti lo sviluppo sosteni-bile, o ancora il rafforzamento della consape-volezza della necessità di appropriate decisioni politico-economiche a livello globale. Perciò appare evidente l’importanza di que-sto volume, come strumento per quanti sono impegnati direttamente sul campo: volontari o professionisti che lavorano a progetti di svi-luppo, analisti, studenti, membri di delegazio-ni che partecipano a negoziati o dibattiti na-zionali e internazionali. Ma può servire anche a chi desidera arric-chire la conoscenza teorica della materia e per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi dell’ecologia, della sostenibilità del modo con cui si adoperano le risorse naturali e dei conflitti a esse associati, degli stili di vita e di consumo e del loro impatto. Chi è interessato alla dottrina sociale della Chiesa e al magistero, infine, trova nella pub-blicazione la valorizzazione di alcuni principi come la destinazione universale, la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune e la giustizia so ciale. Dal quadro generale tracciato, risalta la con-vinzione che le sfide connesse al problema dell’acqua non possono essere affrontate sol-tanto con soluzioni tecniche. Urgono risposte etiche, istituzionali, politiche ed economiche, in sinergia con la ricerca di risultati nella ge-stione della terra e delle risorse energetiche. Sebbene infatti si sia raggiunta una diffusa consapevolezza sulle questioni legate all’ac-qua, dopo decenni di sforzi a livello associati-vo, statale e internazionale per una migliore e più diffusa fruibilità della stessa, la situazione è tuttora insoddisfacente. Occorre interrogarsi sui principi e sui meto-di adottati finora per contrastare il sottosvi-luppo, in particolare quello originato dalla scarsità di acqua e dalla difficoltà ad acceder-vi. (gianluca biccini)
© Osservatore Romano - 22 marzo 2013