"Grazie per questa visita e grazie per le preghiera che voi fate per la Chiesa. Voi fate tanto bene alla Chiesa con le vostre sofferenze, sofferenze inspiegabili. Ma Dio conosce le cose e anche le vostre preghiere". È con queste parole che Papa Francesco ha accolto e abbracciato venti bambini polacchi ammalati di tumore e leucemia, venuti da Wroc?aw per incontrarlo stamani, sabato 30, nella Sala del Concistoro. Con particolare affetto il Pontefice ha salutato tutti i presenti, a cominciare da Mateusz - con i suoi due anni il più piccolo del gruppo - e Katarina, una ragazzina con la sindrome di down.Papa Francesco ha avuto anche parole e gesti di incoraggiamento per i genitori. A presentare tutti al Pontefice è stato l'arcivescovo polacco Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari. Con lui Krzystof Bramorski, il volontario che ha promosso l'iniziativa, Marek Michalak, garante nazionale polacco per l'infanzia e l'adolescenza, e Alicja Chybicka, preside della clinica pediatrica ematologica e oncologica. Ma i protagonisti dell'udienza sono stati i bambini. Ci hanno tenuto a dire che oggi si sentono "i rappresentanti di tutti i loro amici - i ricoverati sono oltre duemila - che non sono potuti uscire dall'ospedale per venire a Roma". E, hanno aggiunto, sono venuti "anche per dare voce" ai loro coetanei che in tutto il mondo "sono vittime delle violenze e vivono in povertà". Al Pontefice hanno portato tanti doni anche a nome dei loro amici: soprattutto tante coroncine del rosario che, benedette dal Papa, ora riporteranno nelle stanze dell'ospedale. La giornata romana dei bambini è iniziata alle 9 con la messa in San Pietro. A presiederla proprio l'arcivescovo Zimowski che poi li ha accompagnati a pregare davanti alla tomba di Giovanni Paolo II che aveva ricevuto una delegazione dell'ospedale nove anni fa. "È stato toccante vedere - dice il presule al nostro giornale - con quanta intensità hanno pregato per la loro salute e anche per avere la forza di vivere questa esperienza di sofferenza". Proprio indicando la testimonianza di Karol Wojtyla, monsignor Zimowski ha ricordato loro "che la sofferenza non è mai inutile".
(©L'Osservatore Romano 1° dicembre 2013)