Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa etica
eutanasia-2Dal nostro inviato
MARCO BELLIZI
L'eutanasia, "intesa come uccisione volontaria per atto o omissione di un essere umano in condizioni di dipendenza a suo presunto beneficio, deve essere sempre proibita". È quanto ha stabilito mercoledì l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Il principio è passato dopo un acceso dibattito in merito a una risoluzione, la 1859, che riguarda la protezione della dignità e dei diritti umani dei pazienti, con l'obiettivo di stimolare gli Stati a prendere in considerazione la volontà dei malati. Fatto salvo il principio sopra enunciato, ovvero l'affermazione che eutanasia e suicidio assistito non possono essere oggetto di tale risoluzione e che anzi devono essere sempre proibiti, il Consiglio d'Europa sollecita gli Stati la cui legislazione risulta ancora carente a stabilire una road map attraverso la quale adeguare la loro normativa agli standard stabiliti dallo stesso organismo europeo e a fare in modo che il pubblico, così come i professionisti del mondo sanitario e giuridico, siano adeguatamente informati circa tali standard.
Dopo la risoluzione del 2010 che ha rafforzato la libertà di coscienza per i medici e gli operatori sanitari e dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha affermato l'anno scorso che non esiste un diritto all'eutanasia che abbia fondamento giuridico nella Convenzione dei diritti dell'uomo, è la terza volta che da Strasburgo arrivano decisioni orientate alla difesa della vita. "Questo pronunciamento riguardo all'eutanasia - spiega l'Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa, monsignor Aldo Giordano - risulta della più alta importanza. Devo dire che l'assemblea parlamentare, grazie all'opera coraggiosa di parlamentari, specie del gruppo dei Popolari presieduto da Luca Volontè, che ha presentato l'emendamento decisivo, con questa affermazione ha scritto una pagina di riferimento per la difesa della vita e della sua dignità. Un'altra asserzione importante che un gruppo di parlamentari è riuscito a introdurre nel testo è quella che "in caso di dubbio, la decisione deve sempre tendere a preservare la vita dell'interessato". C'è una sapienza secolare in questo principio. Ora c'è la speranza che questo testo sia tenuto in conto per le decisioni a livello europeo e nazionale in questo ambito, in particolare per la Corte europea dei diritti dell'uomo. Si tratta di un nuovo segnale: sta prendendo la parola un'Europa che vuole ricuperare il senso del mistero infinito della vita e della morte; che vuole affermare che la vita ha un valore che non dipende dalla nostra decisione arbitraria; che è stanca di una cultura che si crede dominante e cerca di mascherare il disprezzo della vita dietro una falsa idea di libertà.

(©L'Osservatore Romano 28 gennaio 2012)