Dal nostro inviatoMARCO BELLIZI
Dopo la risoluzione del 2010 che ha rafforzato la libertà di coscienza per i medici e gli operatori sanitari e dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha affermato l'anno scorso che non esiste un diritto all'eutanasia che abbia fondamento giuridico nella Convenzione dei diritti dell'uomo, è la terza volta che da Strasburgo arrivano decisioni orientate alla difesa della vita. "Questo pronunciamento riguardo all'eutanasia - spiega l'Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d'Europa, monsignor Aldo Giordano - risulta della più alta importanza. Devo dire che l'assemblea parlamentare, grazie all'opera coraggiosa di parlamentari, specie del gruppo dei Popolari presieduto da Luca Volontè, che ha presentato l'emendamento decisivo, con questa affermazione ha scritto una pagina di riferimento per la difesa della vita e della sua dignità. Un'altra asserzione importante che un gruppo di parlamentari è riuscito a introdurre nel testo è quella che "in caso di dubbio, la decisione deve sempre tendere a preservare la vita dell'interessato". C'è una sapienza secolare in questo principio. Ora c'è la speranza che questo testo sia tenuto in conto per le decisioni a livello europeo e nazionale in questo ambito, in particolare per la Corte europea dei diritti dell'uomo. Si tratta di un nuovo segnale: sta prendendo la parola un'Europa che vuole ricuperare il senso del mistero infinito della vita e della morte; che vuole affermare che la vita ha un valore che non dipende dalla nostra decisione arbitraria; che è stanca di una cultura che si crede dominante e cerca di mascherare il disprezzo della vita dietro una falsa idea di libertà.
(©L'Osservatore Romano 28 gennaio 2012)