Riceviamo da Mirko De Carli e pubblichiamodi Mirko De Carli
Da tempo i parlamentari europei hanno cominciato a interrogare le iscrizioni di Bruxelles sulle ragioni per le quali si trovano costretti a finanziare una lobby omosessuale mondiale, legata tra le altre cose con un associazione che promuove la pedofilia. Parliamo di ILGA, acronimo di International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans ed Intersex Association, associazione che riceve più di due terzi dei suoi finanziamenti attraverso contributi erogati dalla Commissione europea.
Tra i vari donatori principali troviamo, ad esempio, il governo olandese e il miliardario George Soros. Da qui sorge spontanea la domanda: si tratta di una organizzazione non governativa o stiamo a parlando di un’agenzia non ufficiale dell’unione europea? Ma andiamo a conoscere meglio la storia di ILGA: partiamo dal 1990 quando, dopo pesanti pressioni internazionali, l’associazione fu portata ad eliminare alcuni gruppi interni ad essa in quanto il loro scopo principale dichiarato era la promozione della pedofilia. Tra i membri dell’ILGA troviamo poi personaggi molto controversi come gli aderenti all’associazione NAMBLA, acronimo di North American Man Boy Love, anch’essi promotori della legalizzazione della pedofilia. Queste vicende poco chiare e molto pericolose hanno portato da tempo ILGA a scontrarsi con le Nazioni Unite per l’ottenimento del titolo di ‘organizzazione non governativa’: riconoscimento che, dopo forti pressioni perpetuate sugli organi decisionali dell’ONU da parte dei governi europei, viene ottenuto dall’associazione stessa. Purtroppo molti fanno notare che ILGA non è in grado di soddisfare i criteri richiesti dalle Nazioni Unite, uno dei quali parla dell’impossibilità per le ONG di ricevere finanziamenti dai governi nazionali. Tra gli altri fattori che rendono davvero inaccettabile il fatto che ILGA sia riconosciuta come ONG si possono addurre anche le proprie campagna per mettere in silenzio i cristiani e i musulmani, attraverso la richiesta persistente del matrimonio omosessuale e della possibilità di adottare figli per le coppie dello stesso sesso. Strano quindi, come molti parlamentari europei hanno fatto notare, che l’unione europea finanzi una lobby di questo tipo visto che non ha competenza in materia di riconoscimento del matrimonio o del diritto di famiglia: ci si chiede infatti su quale base normativa la Commissione europea metta disposizione contributi ad associazioni che esprimono un oggetto che va oltre le competenze della commissione stessa. Naturalmente davanti a queste richieste la Commissione europea si è celata, come al solito, dietro il politicamente corretto della ‘discriminazione fondata sulle tendenze omosessuali’. In merito a tutto questo recentemente la Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una nota dove dichiara che i governi europei sono autorizzati a condannare chi esprime il proprio dissenso verso la campagna pro-omosessualità promossa da realtà come ILGA. Di bene in meglio quindi. Un esempio concreto di questo lo abbiamo avuto in Svezia dove dove quattro giovani sono stati giudicati colpevoli di ‘agitazione’ perché hanno distribuito volantini in una scuola: hanno rischiato una condanna a 2 anni di carcere. I giovani, nel mentre erano detenuti in carcere, hanno dichiarato di aver diffuso quel materiale solo per aprire un dibattito sulla mancanza di realismo sul tema dei diritti del mondo lgbt, cercando di portare ragioni a chi non la pensa come loro. Il problema reale qual’è stato: che gli opuscoli mettevano in luce le vere intenzioni della propaganda lgbt con affermazioni del tipo ‘i vostri insegnanti sanno bene che l’omosessualità ha un effetto moralmente distruttivo sul nucleo della società ma cercano di mostrarvela come qualcosa di normale e giusto’. Niente di razzista o xenofobo, ma come vuole prevedere in Italia il ddl Scalfarotto, per la Corte europea punibile con condanna penale. Tutto questo per dire che la vicenda della propaganda gender verte su due linee ben chiare, che ogni giorni ripetiamo sulle colonne de La Croce: potere e soldi. Qui vi ho raccontato da dove arrivano i soldi delle istituzioni pubbliche europee e tramite quali giudici viene confermato un potere abnorme a queste finte organizzazioni non governative. Occorre conoscere cosa succede per poter combattere battaglie con il buon senso e la ragione. Noi lo facciamo ogni giorno.
Articolo pubblicato in esclusiva su La Croce Quotidiano