Fra le categorie mediante le quali la modernità politica ha rappresentato se stessa, la Costituzione occupa una posizione singolare, poiché essa non designa soltanto la forma giuridica di un ordinamento, bensì tende ad assumere il significato più radicale di principio dal quale l’ordinamento stesso dovrebbe ricevere unità, razionalità e legittimazione.
È precisamente in questa sovrapposizione di significati che emerge il carattere anfibologico della Costituzione, la quale può indicare tanto la forma storicamente determinata di una comunità politica, e dunque l’espressione normativa di un ordine che non nasce integralmente dalla norma, quanto il progetto mediante il quale una volontà pretende di costituire l’ordine secondo un paradigma assunto come razionale prima ancora della realtà che esso dovrebbe disciplinare.
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