Sabato sera scorso mi è capitato di guardare in TV, nel prime time di Rai3, la trasmissione “Gaia: il pianeta che vive”. Normalmente questo programma propone temi riguardanti le caratteristiche fisiche del nostro pianeta con particolare riguardo alle problematiche ambientali. Stavolta, invece, il suo conduttore, il pittoresco geologo Mario Tozzi, nella sua preferita veste di “tuttologo”, affronta un argomento che per un siffatto programma è decisamente fuori target: il mondo degli Etruschi...
Nonostante l’evidente incoerenza, il nostro saccente geologo, martelletto in resta, si lascia riprendere all’interno di necropoli e tombe sotterranee. Forse disserterà sulle caratteristiche geologiche dei terreni che ospitano tali ricchezze archeologiche, macché, nemmeno una parola in merito. In compenso il loquace Tozzi, indicando delle antichissime pitture sulle pareti di una tomba, s’avventura in una improbabile esposizione circa gli usi e costumi di tale antica civiltà. Tra questi, il nostro “studioso”, appare molto attratto da quelli sessuali. Dall’interno di una tomba, di cui si guarda bene dal citarne il nome, Tozzi, mostrando alcune figure di carattere erotico che ritraevano un accoppiamento omosessuale, si lanciava in uno sperticato elogio della società etrusca ritenendola particolarmente evoluta e liberale anche perché accettava l’omosessualità senza ridicoli tabù. A sentire queste fesserie rimasi sbalordito da cotanta ignoranza, ma all’improvviso Tozzi e le sue pruriginose pitture scomparvero e mi trovai di fronte a scimmie e gazzelle. Mentre scorrevano immagini di vari animali intenti a “particolari” effusioni, una incalzante voce fuori campo informava il telespettatore che in natura l’omosessualità è molto diffusa.Un programma che, almeno negli intenti, doveva essere di divulgazione scientifica circa le caratteristiche dell’ambiente in cui viviamo, s’era trasformato in un vero e proprio filmetto di propaganda per qualche gay pride.Sinceramente, di fronte a tali “spettacoli”, resto allibito dalla disonestà di certi programmi che hanno il chiaro intento di instillare nel telespettatore false convinzioni. Innanzitutto Tozzi racconta delle balle. L’omosessualità in natura non è affatto diffusa, non esiste. Quello che possiamo osservare sono solo atti omosessuali che non hanno niente a che vedere con l’omosessualità propriamente detta che ritroviamo nella specie Homo sapiens. Fino a prova contraria, gli atti sessuali tra gli animali hanno fini esclusivamente riproduttivi, quelli omosessuali avvengono meccanicamente per istinto solo quando non è disponibile il partner di sesso opposto e, comunque, non danno mai origine ad una coppia stabile. L’omosessualità non ha alcuna origine organica, ma è un disturbo psicologico che attiene solo alla psiche umana.Riguardo ai costumi degli Etruschi, Tozzi ripropone la solita panzana dell’omosessualità libera e riconosciuta. Come accennavo, per provare le sue stupidaggini, l’ignorante Tozzi sceglie la tomba sbagliata. Le immagini trasmesse riguardavano delle pitture che possiamo osservare nella tomba detta “dei Tori” situata nella necropoli etrusca di Tarquinia. Ai due lati della parete di fondo sono riprodotte due figurine, una ritrae l’atto sessuale tra un uomo ed una donna e un bellissimo toro è tranquillamente sdraiato al loro fianco, l’altra ritrae un atto omosessuale tra due uomini, di cui uno si accerta preoccupato di non essere scoperto, mentre un toro, identico al primo, li sta furiosamente caricando. Il toro rappresenta il dio della fertilità nell’intento di benedire il fecondo rapporto tra l’uomo e la donna e punire quello infecondo tra i due uomini. Queste pitture confermano che l’atto omosessuale, anche presso gli Etruschi, non era affatto riconosciuto legalmente. Come pure tra i Romani ed i Greci, l’omosessualità non ha mai avuto un tale riconoscimento, non sono mai esistiti, in queste società antiche, matrimoni ufficiali omosessuali. L’omosessualità ha sempre avuto il carattere di una pratica nascosta nell’intimità domestica.
Resta da chiedersi il perché di tutto questo. Come mai tale deteriore comunicazione continua in modo subdolo e disonesto a battere sempre sullo stesso tasto? Perché tra i tanti problemi che affliggono il nostro paese si fa così rumore solo attorno a quello riguardante i diritti delle coppie omosessuali, che in fondo riguarda una misera percentuale della popolazione? Non sarà, forse, che il dibattito politico circa la legge sui “Dico” sta mettendo in disagio questo Governo? Chissà.
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