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san-giovanni-battista-rimprovera-erodeNEW DELHI, 30. L’«Erode moderno » è colui che viola i diritti alla vita e alla libertà religiosa: è la sintesi di una riflessione fatta recentemente dal cardinale arcivescovo di Bombay e presidente della Conferenza episcopale dell’India, Oswald Gracias. Il porporato ha espresso il proprio pensiero in occasione della festa dei santi Innocenti Martiri, indicando nell’aborto e nella persecuzione religiosa due profondi mali della società indiana. «L’Erode moderno — ha sottolineato il cardinale — è chi pratica feticidi e infanticidi femminili, chi limita la libertà religiosa e chi viola i diritti umani». Quello, in particolare, degli aborti selettivi femminili è un fenomeno in costante crescita nel Paese asiatico. La riduzione delle nascite di bambine è strettamente legata all’ancora diffusa mentalità che vede i figli maschi privilegiati: ciò appare una caratteristica non solo delle aree rurali, quindi più arretrate, ma anche di quelle urbane. Secondo alcune stime, nei prossimi vent’anni l’India avrà il 20 per cento in più di uomini rispetto alle donne. Organizzazioni criminali agiscono alimentando il mercato degli aborti selettivi. Nelle settimane scorse, le forze dell’ordine hanno sgominato una banda composta da otto persone, tra cui due medici, che gestivano un «giro» di aborti presso l’ospedale di Ambala, nello Stato di Haryana. Le indagini hanno fatto emergere che la banda praticava gli aborti, subito dopo che le donne avevano effettuato i test sanitari per scoprire il sesso del feto. Commentando la notizia, il cardinale Gracias aveva ricordato che «il diritto alla vita è il primo di tutti i diritti, ma a molte bambine viene negato e questo è un crimine orribile». Un crimine che — è emerso dalle indagini — sta dilagando in tutti gli Stati indiani. In un precedente intervento, il presidente della Conferenza episcopale indiana aveva spiegato che la discriminazione deriva dalla scarsa considerazione, in ampi strati della società indiana, nei riguardi delle femmine, viste come un peso, in quanto necessitano di una dote che la persecuzione dei cristiani. «Anche la persecuzione dei cristiani in India — ha commentato il porporato — ricorda il martirio degli innocenti a Betlemme. Chi viola la libertà religiosa attacca i cristiani solo perché credono in Gesù. Quelle persone che sopprimono i diritti umani, alimentano la corruzione e seguono il materialismo stanno distruggendo Cristo e la vita». Tra le aree dell’India dove l’intolleranza verso i cristiani si manifesta in maniera più accesa vi è la regione del Kashmir. Gruppi estremisti di fede musulmana riescono a influenzare partiti politici e anche l’o rd i n e giudiziario fomentando odio e divisioni. Una delegazione dell’All India Christian Council ha diffuso nelle scorse settimane un rapporto sulla condizione dei cristiani nella regione. «La totale assenza di organizzazioni a tutela dei diritti umani — si legge fra l’altro — e l’assenza di una Commissione per le minoranze in Kashmir rendono difficile ascoltare i problemi, le paure e le sensazioni delle comunità religiose di minoranza, come i cristiani». molte famiglie povere non possono dare. Le bambine, inoltre, sono in genere poco istruite e hanno minori cure sanitarie, rispetto ai fratelli. La comunità cattolica, ha aggiunto a tal proposito il porporato, «tramite attività sociali ed educative aumenta le opportunità di istruzione e di apprendimento di un lavoro per la ragazze povere, in modo da metterle in grado di vivere con dignità». La Chiesa è impegnata da tempo nella realizzazione di centri sanitari e di dispensari anche nelle zone rurali più remote, dove vengono accolte persone senza distinzione di casta e credo religioso e all’interno dei quali si trasmettono i valori fondamentali. «Nei nostri centri sanitari — ha sottolineato Gracias — diamo anche insegnamenti morali ed etici contro l’infanticidio e insegniamo a medici e personale sanitario a rispettare il valore e la dignità di ogni vita. Occorre rendere consapevoli che questa è una violazione dei diritti umani, sia delle donne che dei bambini non nati». Un altro tema affrontato, nella sua recente riflessione, dall’a rc i v e - scovo di Bombay, è stato quello della persecuzione dei cristiani. «Anche la persecuzione dei cristiani in India — ha commentato il porporato — ricorda il martirio degli innocenti a Betlemme. Chi viola la libertà religiosa attacca i cristiani solo perché credono in Gesù. Quelle persone che sopprimono i diritti umani, alimentano la corruzione e seguono il materialismo stanno distruggendo Cristo e la vita». Tra le aree dell’India dove l’intolleranza verso i cristiani si manifesta in maniera più accesa vi è la regione del Kashmir. Gruppi estremisti di fede musulmana riescono a influenzare partiti politici e anche l’o rd i n e giudiziario fomentando odio e divisioni. Una delegazione dell’All India Christian Council ha diffuso nelle scorse settimane un rapporto sulla condizione dei cristiani nella regione. «La totale assenza di organizzazioni a tutela dei diritti umani — si legge fra l’altro — e l’assenza di una Commissione per le minoranze in Kashmir rendono difficile ascoltare i problemi, le paure e le sensazioni delle comunità religiose di minoranza, come i cristiani».

© Osservatore Romano - 30 dicembre 2011