Ci sono tanti paradossi – giuridici, etici, soprattutto umani – dietro l’ultima parola scritta dai magistrati sul destino di Eluana Englaro. Il sostituto procuratore generale della Cassazione che aveva perorato la tesi della inammissibilità del ricorso contro la sentenza della Corte d’appello che autorizzava la sospensione dell’idratazione e della nutrizione (tesi poi accolta dai giudici) è lo stesso che, nella medesima occasione, aveva anche sostenuto che l’irreversibilità dello stato vegetativo della donna non era stata pienamente accertata.
Vi sembra pazzesco che si possa procedere all'interruzione dei sostegni vitali per una persona in nome di una sentenza civile? Ma ogni paradosso giuridico diventa possibile se, a fargli da cornice, c'è una situazione in cui per "autodeterminazione" si spaccia il suo contrario, la totale ed evidente eterodeterminazione della fine della vita di Eluana. Una situazione in cui si fa passare per morte "naturale" la morte per sete e per mancanza di nutrimento. Una situazione in cui si dà a un tutore, autorizzato dalla legge a intervenire su quelli che sono i beni disponibili di un incapace, la possibilità di decidere della sopravvivenza del tutelato, come se la vita non fosse (per la nostra Costituzione, non per motivi confessionali) il bene indisponibile per eccellenza. Una situazione in cui gli illuminati materialisti che danno Eluana per morta perché non ha "coscienza", negano la materia viva della sua corporeità. Che tuttora afferma, dopo sedici anni, quanto lei sia attaccata alla vita.
Nicoletta Tiliacos
© piuvoce.net
ELUANA? QUESTA E` SOLO ETERODETERMINAZIONE
- Details
- Hits: 1758