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Nonostante "i recenti progressi in materia di diritti umani, ancora oggi le persone con problemi mentali o disabilità intellettiva incontrano difficoltà nell'esercizio del proprio diritto di assumere decisioni che li riguardano", "la loro capacità giuridica è limitata - a volte ne sono addirittura privati - e vengono posti sotto la tutela di qualcuno titolato ad assumere decisioni per loro conto". A denunciarlo è Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, nel suo ultimo "Punto di vista" pubblicato ieri a Strasburgo. Richiamando l'importanza del pieno rispetto delle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili, Hammarberg sollecita "l'adozione di politiche che garantiscano la piena capacità giuridica dell'individuo, unitamente al diritto di richiedere un sostegno". Al tempo stesso raccomanda che questo sostegno sia regolato da norme che prevengano "possibili conflitti di interesse tra il disabile e chi lo accompagna", nonché rischi di abusi. Ulteriore diritto da garantire, secondo il commissario, quello al voto: "È ora - conclude - che le persone disabili siano messe al centro dei processi decisionali: questo è l'unico modo per promuovere la loro inclusione e la loro piena partecipazione nella società". Il "Punto di vista" è consultabile su: www.commissioner.coe.int

© SIR - 22 settembre 2009