A giudizio del card. Caffarra, “il risultato è che alla fine del primo percorso catechistico, quello che si conclude con la Cresima, non raramente il ragazzo non sa rispondere alla domanda ‘che cosa è …’, semplicemente perché non sa, non conosce il ‘che cosa’ di ciò che è (l’Eucarestia, la Chiesa, un sacramento …)”. La didattica catechistica – il “come” trasmettere – “oggi è una questione assolutamente secondaria, dal momento che è in pericolo il ciò che si trasmette – ha evidenziato il porporato -. Non perché si trasmetta il contrario (eresia), ma perché non si trasmette semplicemente”. Certamente, ha aggiunto, “l’emergenza catechetica in quanto emergenza educativa non si riduce a questo. Ma se non si esce da questa condizione, non si uscirà dall’emergenza educativa”. Il cardinale ha quindi ricordato un pensiero di J.H. Newman al riguardo: “Fu per questo scopo (elevare l’uomo verso il cielo) che fu messa nelle sue mani (della Chiesa) una grazia che rende nuovi; e perciò, conformemente alla natura di questo dono e per la ragionevolezza della cosa stessa, essa insiste, inoltre, che ogni vera conversione deve cominciare proprio dalle sorgenti del pensiero”.
© SIR - 14 giugno 2010
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