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Rassegna stampa etica
Assisi, 19. Annuncio, presenza e testimonianza, ma senza ricette o risposte predefinite per uscire dalla crisi. L'irrinunciabile compito dei cattolici sullo scenario sociale è stato ribadito ieri dal vescovo Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), in apertura della tre giorni promossa ad Assisi da Reteinopera - raggruppamento di diciotto organizzazioni cattoliche - sul tema "Carità, verità, sviluppo integrale", ispirato alla  Caritas  in  veritate  di  Benedetto XVI. "Non spetta alla Chiesa prospettare soluzioni tecniche per la politica degli Stati - ha detto Crociata - ma le compete un irrinunciabile dovere di annuncio, testimonianza e presenza". Per il presule, ai cattolici non può essere concesso solo "un "di più di etica", un qualche discorso morale". Essi sono invece "spronati a sviluppare, in dialogo con tutte le persone di buona volontà, una nuova e approfondita riflessione sul senso e sui fini dell'economia e della stessa vita sociale", a partire dalla consapevolezza, come scrive il Papa, che "la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica" e che "ogni riflessione culturale diventa feconda se ha il coraggio di mettere in campo e di confrontarsi con la totalità dell'umano".
Di qui, per Crociata, la necessità di sviluppare lo "statuto di cittadinanza" del cristianesimo nella vita e nella cultura contemporanea, grazie a "uomini retti" che provengono dal "vasto e complesso mondo cattolico", il cui "contributo" è "importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni". L'Italia, "come il resto del pianeta - ha osservato - si sta infatti misurando con una crisi dai molteplici risvolti, la cui auspicabile uscita potrà determinare nuovi assetti e inedite prospettive".

(©L'Osservatore Romano - 20 settembre 2009)