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Rassegna stampa etica
È giusto che un cittadino adulto, capace di intendere e di volere, compiutamente informato, possa redigere, eventualmente con l'aiuto del suo medico di fiducia, dichiarazioni anticipate di trattamento, indicando in anticipo a quali trattamenti medici vorrebbe essere sottoposto e quali altri trattamenti vorrebbe invece rifiutare, nell'ipotesi di una perdita irreversibile di capacità, per traumi, malattie terminali invalidanti o senescenza estremamente avanzata? È giusto o no che un cittadino possa esplicitamente rifiutare l'accanimento terapeutico e indicare in anticipo il nome di un fiduciario (coniuge, figlio, parente, medico curante, amico), abilitato a concordare con i medici la terapia ottimale a suo favore?
Certo che è giusto. Ad alcune condizioni però.. continua su Avvenire