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ceiROMA, 27. Un invito «ad avere uno sguardo di fiducia nel futuro e a camminare con un orientamento sereno, pur nelle difficili condizioni del momento», in un orizzonte che abbia soprattutto come faro il bene comune. Lo ha sottolineato, venerdì, il segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Mariano Crociata, in occasione della conferenza stampa sul documento finale dei lavori del Consiglio permanente. Un documento che con i suoi contenuti — ha spiegato Crociata — intende rappresentare «lo sguardo realista e propositivo, ma non rassegnato» della Chiesa italiana sulla realtà attuale e «al travaglio che stiamo vivendo», a partire dalla necessità di contrastare «la vera crisi, che è quella della fede ». I vescovi italiani rilanciano in particolare l’appello «a rifondare su “pensieri lunghi e alti”, a tornare a riconsiderare “parole antiche”, ma sempre attuali e urgenti, al fine di ricostruire un linguaggio e un orizzonte, che siano orientati al bene comune». Nella convinzione peraltro, si osserva nel documento conclusivo, che la situazione attuale «denunci la debolezza d’imp ostazione delle etiche secolari, le quali hanno finito per dimenticare la conoscenza del vero bene dell’uomo», e che «a pagarne le conseguenze è la stessa politica, vittima di fenomeni speculativi che, se non gestiti, rischiano di rendere inutili anche i sacrifici imposti allo scopo di risanare il Paese e di porlo nelle condizioni di crescere». Varie sono state le decisioni adottate durante i lavori: tra queste la scelta di dedicare la prossima assemblea generale della Cei (21-25 maggio 2012) al tema «Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità». Il Consiglio permanente ha anche stabilito che il Convegno ecclesiale nazionale di metà decennio si celebri a Firenze nella prima parte del mese di novembre del 2015. Inoltre, è stato stabilito che il prossimo Congresso eucaristico nazionale si celebri a Genova, nel 2016; mentre la Settimana sociale dei cattolici italiani si terrà nel 2017. Altro punto approvato ha riguardato il nuovo statuto della Fondazione Migrantes. Inoltre è stato autorizzato l’invio a tutti i vescovi dei materiali complementari della nuova edizione del Messale Romano. Infine sono state approvate le nuove tabelle parametriche per l’edilizia di culto e ribadito il principio dell’accesso gratuito alle chiese aperte al culto. I vescovi hanno anche continuato l’esame della bozza delle linee-guida per i casi di abuso sessuale compiuti dai chierici nei confronti di minori. Tra le nomine, quella di don Francesco Antonio Soddu, della diocesi di Sassari, a direttore di Caritas Italiana.

© Osservatore Romano - 27 gennaio 2012



La conferenza stampa conclusiva del Consiglio permanente

I vescovi italiani, “come si è sempre fatto, anche in altre fasi e momenti”, esprimono “un incoraggiamento a chi nel tempo ha la responsabilità per la vita di tutto il Paese a fare del proprio meglio, ad impegnarsi per superare le difficoltà e accompagnare il Paese nella sua crescita”. Interpellato dalle domande dei giornalisti sul governo Monti mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, ha così commentato durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi per la presentazione del comunicato finale del Consiglio episcopale permanente. Il card. Bagnasco, nella sua prolusione, ha definito il governo Monti “un governo di buona volontà”. “Sia questa indicazione, che le considerazioni emerse nel Consiglio episcopale permanente – le parole di mons. Crociata – dicono dell’attenzione dei vescovi italiani a un cammino del nostro Paese verso il superamento di un momento di difficoltà, che immediatamente è economico e poi di tipo più vasto, culturale”. Sia dalla prolusione che dal dibattito, ha riferito mons. Crociata, emerge la “necessità di dar valore alla politica”, perché “la tendenza all’antipolitica significa un impoverimento della vita democratica”. Di qui “l’importanza e la centralità del Parlamento, e di tutto ciò che concorre a esprimere in maniera ordinata la vita pubblica attraverso le istituzioni”, in modo che “servano la vita del Paese, e dunque la vita dei cittadini come comunità nazionale”.

Soggetto unitario diffuso. Dopo l’incontro di Todi, “siamo in presenza di un soggetto unitario diffuso” – nelle scuole di formazione alla politica, ma anche nelle aggregazioni e movimenti ecclesiali - che parte dalla “presa di coscienza dei laici cattolici presenti nelle più diverse realtà della vita del Paese, e soprattutto della Chiesa”. Mons. Crociata ha illustrato in questi termini il rapporto tra cattolici e politica. Il ruolo della Chiesa, ha spiegato, è di “far crescere la coscienza e il senso di partecipazione dei credenti”, e la scelta è “puntare sulla formazione”, perché i laici cattolici “si sentano sempre più impegnati a formarsi e a dare il loro contributo nelle modalità che riterranno più opportune, o che si presenteranno nella vita pubblica, per superare la crisi e dare avvio a un nuovo sviluppo”.

Sull’Ici nessuna riserva. Sull’Ici, la Chiesa italiana non ha “nessun atteggiamento di riserva o contrarietà”, anzi è pronta a collaborare con lo Stato per “una legislazione sempre più puntuale”, se è per “salvaguardare le fasce più deboli della popolazione”, ha affermato mons. Crociata ribadendo la “volontà dei vescovi italiani di osservare le leggi, così come lo Stato le formula”. “Per salvaguardare le esigenze di attenzione alle fasce sociali più deboli può essere utile un aggiustamento di qualche aspetto, e su questo c’è disponibilità”, ha assicurato, precisando che l’Ici “è una materia di tipo unilaterale, non è materia concordataria: è una legge dello Stato che tocca e interessa tutto l’ambito del non profit, che va ben al di là dei confini ecclesiali”, coinvolgendo realtà “di ben diversa natura, che superano in percentuale gli enti ecclesiali interessati”.

Le “linee guida” sugli abusi. Sugli abusi “i vescovi non hanno nessuna intenzione di sottrarsi, ma di collaborare perché la verità sia accertata”. Mons. Crociata ha reso noto ai giornalisti che le “Linee guida” in materia di abusi sessuali da parte del clero – come da richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede – saranno pronte per l’Assemblea Cei di maggio: il “doppio passaggio” al Consiglio episcopale permanente è già stato effettuato, ora la bozza é stata sottoposta alla “condivisione con i vescovi, primi destinatari di essa”, i quali grazie al testo sapranno “orientarsi in maniera appropriata nei vari passaggi che vanno affrontati, quando ci si trova purtroppo in situazioni del genere”. Nelle “Linee guida” di maggio, c’è l’impegno ad “assicurare l’attenzione dovuta alle vittime degli abusi e una formazione sia di base per i futuri presbiteri, sia permanente, in modo da escludere nella maniera più determinata ogni possibile abuso”.

“Equilibrio” in Europa. I vescovi “valutano positivamente il cammino di unificazione europea” e osservano che “naturalmente questo processo deve tener conto di un’equilibrata articolazione tra cammino unitario” - rappresentato dalla Comunità europea e dall’“impegnatività” delle sue indicazioni - e “le materie e le competenze che non possono non rispecchiare le esigenze proprie, le caratteristiche particolari di ciascuno Paese”. È la risposta di mons. Crociata ad una domanda su “come i vescovi italiani vedono l’Europa”. Per la Chiesa italiana, ha spiegato mons. Crociata, è necessario “un equilibrio che deve far sì che cresca la coesione di questo soggetto europeo, ma non si perda di vista l’identità propria, storico-culturale, di ciascuno Paese”.

Salvaguardare la domenica. “Recuperare il senso della domenica”, che “oltre ad un aspetto religioso ha un valore civile e antropologico”: questo l’invito di mons. Crociata, in risposta ad una domanda in merito a misure legislative in questo ambito. “Il riposo che la domenica rende possibile è cifra di un’umanità non divorata solo dall’economico, dall’interesse, dal consumo. Il perdere di vista il tempo libero, il tempo del riposo, accanto al lavoro, è correre il rischio di disumanizzazione”: di qui la necessità di “misure necessarie” perché “questa esigenza sia salvaguardata”.

© www.agensir.it - 27 gennaio 2012



Parole antiche per l'alfabeto sociale

Non si sono uniti al coro di chi recrimina. Non si sono accontentati di fare il verso alla crisi. Non hanno nemmeno distolto lo sguardo da problemi che premono e mettono angoscia. Hanno, piuttosto, raccolto l’invito del Cardinale Presidente ad “andare in profondità”, a cercare di “allungare il passo”, mettendosi “in ascolto” e aiutandosi reciprocamente a “cogliere il soffio della voce di Dio” per “discernere la strada giusta”.
È stata questa la prospettiva che ha animato i Vescovi nei lavori della sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente (Roma, 23-26 gennaio 2012). Insieme hanno cordialmente apprezzato metodo e stile della prolusione del Card. Angelo Bagnasco e si sono confrontati sui contenuti che l’hanno innervata.
Da credenti e da pastori, hanno condiviso la consapevolezza di come – davanti alle molteplici difficoltà che stanno travagliando la società civile – il contributo più necessario e originale che la Chiesa può offrire al Paese rimanga quello della fede.
Tale consapevolezza matura in sintonia con il Magistero del Papa e, in particolare, con la sua intuizione di indire un Anno della fede, al fine di una conversione al mistero di Cristo, che porti a una rinnovata testimonianza nella vita quotidiana.
Al riguardo, la situazione di diffusa carenza di formazione ha aiutato il Consiglio a individuare il tema principale dell’Assemblea Generale del prossimo mese di maggio (“Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità”), in linea con la scansione degli Orientamenti pastorali. Con questo spirito si è anche proceduto a scegliere Firenze come sede del quinto Convegno ecclesiale nazionale di metà decennio, previsto nel 2015.
I Vescovi si sono quindi soffermati sulla crisi economica e sulla debolezza rivelata in proposito dalla politica. La Chiesa – è stato evidenziato – che parla in forza anche della propria presenza in ambiti oggi significativamente compromessi dai tagli ai servizi sociali, rilancia itinerari formativi che, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, aiutino a riscoprire l’antropologia cristiana e quindi l’orizzonte del bene comune. In questa prospettiva, i Vescovi chiedono una cultura del lavoro che sia rispettosa della persona e della famiglia, nonché la tutela del valore della domenica e della scuola paritaria.
Nei lavori del Consiglio Permanente sono state approfondite le linee guida per i casi di abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici, in sintonia con quanto richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede alle Conferenze Episcopali nel mondo; è stato approvato il nuovo statuto della Fondazione Migrantes e la nuova attribuzione di competenze sulla pastorale della navigazione aerea e marittima; si è autorizzato l’invio ai Vescovi dei materiali complementari del Messale Romano; sono state approvate indicazioni didattiche per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo d’istruzione e di formazione; sono state indicate data e sede del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale; sono stati approvati i nuovi parametri per l’edilizia di culto, una Nota concernente l’ingresso a pagamento nelle chiese e alcune modifiche dello statuto del MASCI.

© www.chiesacattolica.it - 27 gennaio 2012

Qui il comunicato finale CEI CONSIGLIO PERMANENTE Roma, 23 – 26 gennaio 2012