Roma, 13. "Ogni contatto della Chiesa con Internet, come con qualsiasi altro strumento di comunicazione di ultima generazione, deve essere teologicamente informato. Non siamo lì a vendere un messaggio qualunque ma ad annunciare, spiegare, approfondire la Parola di Cristo, che può ancora toccare i cuori di tutti e che ci invita continuamente a un cammino comune di fede e di servizio". Lo ha detto monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, intervenuto questa mattina alla riunione della Commissione episcopale europea per i media (Ceem) che si sta svolgendo in Vaticano. Monsignor Tighe ha sottolineato l'importanza per qualsiasi persona anche di Chiesa di capire a fondo le capacità, ma anche i potenziali rischi delle nuove tecnologie prima di affidare ad esse il proprio messaggio.
"La sfida per noi uomini di Chiesa - ha spiegato il segretario del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali - è di pensare come possiamo essere presenti in questo mondo in maniera utile e intelligente. Non è solo un problema tecnologico. Occorre trovare una strategia, il linguaggio giusto per esprimere i contenuti del nostro ministero, della nostra missione, un linguaggio che non sia solo testuale ma anche visuale, che attragga il visitatore anche con le immagini". Tighe ha detto che la sfida più grande da vincere, oggi, è quella al relativismo, atteggiamento di pensiero che rischia di trovare sul web ampio sviluppo: "Per vincere la sfida è fondamentale dare informazioni vere, corrette, inconfutabili, fornire risposte concrete alle domande più urgenti. Anche nel mondo dell'interattività - ha ribadito - il relativismo si batte con la certezza, con la verità".
L'assemblea plenaria della Ceem, che ha come tema "La cultura di Internet e la comunicazione della Chiesa", aveva questa mattina in programma una tavola rotonda dal titolo "Chi fa la comunicazione oggi? Tra social network, social agent, social news e social encyclopaedia". Sono intervenuti Christian Hernandez Gallardo, di Facebook, Christophe Muller, direttore delle società di YouTube in sud ed est Europa, Medio Oriente e Africa, Delphine Ménard, di Wikimedia France, ed Evan Prodromou, di Status.net-identica.ca. Hanno spiegato la filosofia, la metodologia, il funzionamento degli strumenti che fanno capo alle loro imprese, strumenti che si rivolgono universalmente a tutti. E tutti, indistintamente, sono gli utenti. In particolare Hernandez Gallardo ha sottolineato come, negli ultimi tempi, molte parrocchie e alcune diocesi abbiano cominciato ad essere presenti su Facebook e come alcuni utenti inseriscano tra le immagini dei loro "amici" anche le foto di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. (giovanni zavatta)
(©L'Osservatore Romano - 14 novembre 2009)
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