Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Rassegna stampa etica
Un'"Agenzia nazionale per il reinserimento e lavoro", destinata a detenuti ed ex detenuti, con l'obiettivo di "ridurre sensibilmente la recidività dopo l'uscita dal carcere". Nata da una convenzione - firmata oggi a Roma - tra il Ministero della giustizia e la Fondazione "Istituto di promozione umana mons. Francesco di Vincenzo", guidata dal presidente di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, l'agenzia sarà uno dei frutti del convegno internazionale sturziano che si terrà a Catania e Caltagirone dal 2 al 4 ottobre prossimi. Il primo nucleo di questo progetto si trova in uno dei fondi appartenuti alla famiglia Sturzo, e ora messo a disposizione dalla diocesi di Piazza Armerina. Qui verranno edificati nuovi insediamenti del Polo di eccellenza di promozione umana e solidarietà "Mario e Luigi Sturzo", dove gli ex detenuti apprenderanno le tecniche di lavorazione della ceramica, del ferro, delle piante officinali ecc. Su questi terreni, ha commentato il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, "si compirà una missione importante: il recupero di fratelli che hanno sbagliato, affinché con il lavoro, la fede e la vicinanza delle loro famiglie possano tornare riconciliati alla vita civile". La convenzione prevede che l'iniziativa, ora avviata in Sicilia, venga poi esportata in altre regioni italiane, realizzando "poli sperimentali" in Campania, Lazio, Veneto e Lombardia. Secondo i promotori del progetto, alla base vi è "la lezione sturziana di riscatto delle marginalità sociali e di nuove pedagogie d'intervento nella società attraverso il superamento di ideologie o steccati d'appartenenza per mettere insieme, dal basso, risorse, reti e saperi che dalla società civile sopperiscono alla carenza dello Stato". "La famiglia dei carcerati - ha aggiunto Martinez - è uno degli istituti più trascurati e la mafia alimenta questa trascuratezza, sostituendosi allo Stato". "Noi - ha quindi concluso - vogliamo recuperare non solo i detenuti, ma anche le loro famiglie".

© SIR - 30 settembre 2009