La Corte di Cassazione con una recente sentenza (n. 9216/2025) ha respinto il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno contro la decisione della Corte d’Appello di Roma di disapplicare il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019, con cui si eliminava la dicitura “genitore” per tornare ad utilizzare al suo posto quelle di ‘padre’ e ‘madre’ nei documenti dei figli. Secondo la Cassazione, l’indicazione “padre” e “madre” sarebbe “discriminatoria” verso le coppie omogenitoriali. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Cerrelli, avvocato cassazionista e canonista, professore di Diritto di Famiglia, presso l’Istituto Italiano di Criminologia, ad Ordinamento Universitario, di Vibo Valentia.
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