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Rassegna stampa etica
confusione-etica(ASCA) - Roma, 30 nov - Il Partito democratico cerca il dialogo con la Chiesa cattolica e riflette sul magistero della Chiesa, in particolare di Benedetto XVI, perche' in questo trova elementi e sollecitazioni utili per la propria missione politica di ''dare un orientamento'' al Paese, nel senso del modello di democrazia, di organizzazione sociale ma anche in chiave di riferimenti valoriali, di scelte che toccano da vicino la qualita' e il senso della vita dei cittadini. E' quanto spiega il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in una intervista all'Agenzia Asca per i settimanali cattolici, nella quale respinge con forza i sospetti di strumentalita' e illustra questo confronto come una ''palestra'' per la produzione di un ''pensiero alto'' per un ''partito che che vuol dare una prospettiva al Paese''. D - Il Pd, e lei in particolare, indica la necessita' di un confronto sempre piu' allargato con il mondo cattolico e con la Chiesa cattolica, a partire dal magistero di Benedetto XVI. Perche'?. BERSANI - ''Il Paese ha davanti a se' problemi tali che richiedono di accumulare un po' di risorse civiche, morali ed etiche per reagire e riprendere la strada. Credo che tutto quello che si muove nel mondo cattolico, anche per avvicinarsi di piu', per un impegno civico, per un impegno politico sia importante. Quindi vorrei che in un partito come il Pd che e' fatto di credenti e non credenti, che ha una sua visione delle cose, che rispetta assolutamente la liberta' e il dovere della Chiesa di intervenire nel dibattito pubblico, e che rivendica tuttavia un'autonomia della politica, il suo ruolo, la sua dignita', si senta la necessita' di un confronto alto per poi ricercare compromessi utili al bene comune. Quando dico compromesso intendo un uso nobile che mediando tenga al centro l'essenziale, un compromesso quindi come punto basico per trovare una soluzione ai problemi che conservi i valori. Come ho detto spesso, non c'e' vera politica senza pensiero e il confronto e il dialogo sono una palestra di cultura e di politica per un partito che vuole dare una prospettiva al Paese. Questa impostazione vogliamo riaffermarla cercando di riavvicinare la discussione anche sui temmi piu' delicati e quindi stiamo prendendo diverse iniziative perche' il terreno di confronto ci sia e mi pare che la cosa si stia sviluppando bene. E poi il rapporto con la Chiesa cattolica e la necessita' di una interlocuzione mi pare fondamentale nella storia e nella cultura del nostro Paese. Va comunque precisato che la politica non puo' fare negozio dei valori, annacquandoli, lo specifico della politica e' la ricerca della soluzione per affermare i valori. Tenendo presente altresi' che per la convivenza c'e' la necessita' di dare risposte, bisogna darle''. D - Alla luce di questa impostazione quali sono i riferimenti essenziali che lei individua come portanti per il Pd per quello che lei ha definito il ''confronto alto''?. BERSANI - ''Senza dubbio i grandi assi di riferimento dei principi sono la Costituzione repubblicana e il Concilio Vaticano II. Nella ricerca di quelle 'risposte' cui accennavo e per dare un orientamento al Paese, possiamo dire che il Pd e' alla ricerca di un umanesimo forte''. D - Lei lo sa che da destra vi si accusa di atteggiamento strumentale... BERSANI - ''No, sono loro che hanno avuto un rapporto strumentale. Quasi un rapporto di scambio in una sorta di riedizione di Patto Gentiloni. Addirittura un uso strumentale della religione, come una specie di religione civile dove con le leggi si impone quel che dice la Chiesa ma poi ciascuno fa quello che vuole. Noi non siamo d'accordo con queste cose. Siamo per una posizione trasparente ed aperta dove la politica si prende le sue responsabilita', rispetta il magistero della Chiesa e percio' siamo per un'impostazione del tutto diversa da quella della destra: lo ripeto, un'impostazione trasparente, chiara dove non ci sono scambi, ma dove c'e' una legittimita' di posizione e una attenzione alla discussione e al dialogo''.

© asca - 30 novembre 2011