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eutanasia“Per chi, come me, è favorevole alla legge sul fine vita, l’auspicio è che venga approvata il prima possibile, ma la rapidità non deve comunque mettere a rischio il valore meta-partitico di essa”. E’ il commento, rilasciato al SIR, di Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici italiani, al rinvio dell’esame delle Dat da parte della Camera. Quello del “fine vita”, spiega D’Agostino, “è un tema di altissimo rilievo, più ancora simbolico che pratico”. Proprio per questo la “posta in gioco” è “molto alta, e deve essere messa al riparo da qualsiasi strumentalizzazione politica”. Il rinvio deciso ieri dalla riunione dei capigruppo di Montecitorio, dal punto di vista giuridico, “è legittimo – puntualizza il presidente dei giuristi cattolici – poiché rientra nei poteri del presidente della Camera. La cosa migliore è che la legge, se verrà approvata, abbia il numero maggiore possibile di consensi, senza il rischio che divenga oggetto di strumentalizzazioni partitiche o governative, o che venga etichettata come una legge di una sola parte politica, e in quanto tale soggetta agli attacchi dell’opposizione”. Quella sulle Dat, in altre parole – conclude D’Agostino – “non è una legge qualsiasi, perché il fine vita non è né di centro-destra, né di centro-sinistra: non può essere ridotta ad uno dei tanti punti di conflitto politico o partitico”.

© www.agensir.it - 20 aprile 2011