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 I Cud ormai ci sono arrivati e quindi sta per iniziare la stagione del pagamento delle tasse. E' un gesto fondamentale della nostra vita sociale: cediamo allo Stato una parte della ricchezza che abbiamo prodotto e questi l'amministra tramite il Governo.
Eppure, anche in questa semplice operazione di cessione di risorse il cittadino oggi può trovare due meccanismi in cui torna ad essere protagonista diretto dell'uso dei suoi soldi. Parliamo dell' 8 e del 5 per mille. Sono due meccanismi che non ci chiedono di pagare qualcosa in più. Il punto di partenza, infatti, sono i soldi che comunque abbiamo già dichiarato come tasse nel 730 o Unico o nello stesso Cud. A questo punto lo Stato lascia al cittadino la facoltà di indicare dove indirizzare due piccole fettine di queste nostre tasse.
L'8 per mille è più noto perché esiste da una ventina d'anni, cioè da quando nel 1985 fu approvata la revisione del Concordato tra Stato e Chiesa Cattolica. Va ricordato, per inciso ma anche perché siamo alla vigilia delle elezioni, che i nemici più acerrimi del Concordato e quindi dell'8 per mille sono i Radicali. Nel 730 o nell'Unico o nella scheda allegata al Cud vi è un apposito spazio  suddiviso in sette caselle: Stato, Chiesa Cattolica e altre cinque religioni (Ebrei, Valdesi, Avventisti, ecc.). E' evidente che il nostro suggerimento è quello di mettere la firma nella casella della Chiesa Cattolica che utilizza questa somma per sostenere le opere di carità, di apostolato, di salvaguardia del patrimonio di edifici e chiese d'arte, infine in parte per il sostentamento dei sacerdoti nella loro missione.
Il 5 per mille è nato soltanto tre anni fa. L'idea fu dell'allora ministro Giulio Tremonti. «L'idea - scrive Tremonti - era basata su una constatazione: il volontariato è l'unica speranza per produrre, con costi limitati, ma con effetti di ritorno quasi illimitati, la massa crescente di servizi sociali di cui abbiamo sempre più bisogno per quantità e qualità. Servizi che lo Stato burocratico da solo non sarebbe capace di produrre o, comunque, di pagare». Nel suo primo anno, quello sperimentale, vi  furono ben 15 milioni di contribuenti che l'utilizzarono. Nonostante qualche dubbio e titubanza, il 5 per mille è stato confermato anche per il 2007 e 2008 dal Governo Prodi. Scrive il ministro Enrico Letta:«Siamo convinti che esso garantisca sussidiarietà, autonomia e libertà. Sussidiarietà nel permettere che le decisioni siano prese a un livello il più possibile vicino ai cittadini. Libertà nel far sì che sia lo stesso contribuente ad indicare quale settore e associazione finanziare. Autonomia perché queste risorse non hanno vincoli imposti dall'alto».
Quest'anno i settori (e quindi le caselle) indicati nei moduli sono quattro: 1) organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) e le associazioni di promozione sociale ...;2) enti di ricerca scientifica; 3) enti di ricerca sanitaria; 4) associazioni sportive dilettantistiche.
Cosa fare a questo punto? In primo luogo si può decidere verso quale dei quattro settori indirizzare la scelta, apponendo la nostra firma in una (una sola) delle quattro caselle. Ma se volessimo poi, all'interno di quel settore, indicare una specifica associazione occorre semplicemente completare quella casella scrivendo il numero di codice fiscale di quell'associazione. In questo ultimo caso è evidente che occorre assicurarsi prima che quell'associazione abbia presentato domanda all'Agenzia delle Entrate e figuri quindi nell'apposito elenco.
Un'ultima raccomandazione. Chi non deve presentare né il 730, né l'Unico può comunque sottoscrivere l'8 e il 5 per mille utilizzando i moduli allegati al Cud o comunque chiedendo moduli e spiegazioni (gratuite) ai vari Patronati.

(Fonte il nuovo Diario Messaggero)