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Dottrina_sociale_di_LeoneXIII_introvigneMassimo Introvigne, studioso ed esperto di scienze religiose, autore di un agile testo sulle encicliche di Leone XIII, La Dottrina sociale di Leone XIII, edito da Fede & Cultura (www.fedecultura.com), ha scritto che le encicliche non 'scadano' e che l'insegnamento di Leone XIII è vivo e vitale ancora oggi, in particolare nota un forte influsso sul Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992.

Leone XIII ci ricorda Benedetto XVI è autore di moltissime encicliche, ben 86, un record fra i Pontefici romani. Il libro di Introvigne cerca di studiare l'insieme del Corpus Leonianum, a differenza dei vecchi politici cattolici – che come notava Augusto Del Noce – leggevano la Rerum novarum come se fosse isolabile dal resto delle encicliche.

Certo scrive Benedetto XVI il Magistero sociale di Leone XIII è stato reso celebre per via della Rerum novarum, ma questo testo va letto tenendo conto dei molteplici altri interventi che costituiscono un corpo organico, il primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa.

Introvigne lamenta una mancanza di studio e di conoscenza di Leone XIII; il 5 settembre scorso Benedetto XVI recandosi in pellegrinaggio a Carpineto Romano per  il bicentenario della nascita di Leone XIII, auspicava di celebrare un anno in suo onore, ma nonostante l'appello si è fatto poco, solo qualche convegno per specialisti.

Introvigne è convinto che un certo progressismo cattolico non ama Leone XIII perché è il papa che ha sottolineato l'eccellenza della civiltà cristiana medievale, la malizia del “diritto nuovo” moderno, l'intransigente opposizione alla massoneria, il carattere di “micidiale pestilenza” del socialismo e del comunismo, il riferimento obligatorio per i cattolici  nella filosofia a San Tommaso d'Aquino.

Ma allora perché leggere Leone XIII oggi? Studiarlo dev'essere riservato solo ai cultori di Storia della Chiesa? Non ci sono nel secolo XX testi più attuali o compiti più urgenti? Per Introvigne, La questione va al di là di Leone XIII, e chiama in causa il corretto rapporto con il Magistero pontificio in generale e con gli insegnamenti dei Pontefici sulla dottrina sociale in particolare. Del resto, i documenti pontifici, a differenza dello yogurt, non scadono. Magari possono fare riferimento al contesto storico e ai mutamenti che ne conseguono, però la Chiesa propone il suo giudizio alla luce di principi che non mutano. Ogni documento va letto alla luce di tutta la tradizione precedente e all'interno del patrimonio complessivo del Magistero. Questo vale appunto – come Benedetto XVI ha ricordato nell'enciclica del 2009 Caritas in veritate – sia per il magistero in genere, sia specificamente per la dottrina sociale.

Certamente non esistono due tipologie di dottrina sociale, una preconciliare e una postconciliare, ma un unico insegnamento.

Pertanto il Corpus di Leone XIII – unico per la ricchezza e la sistematicità nella storia della dottrina sociale della chiesa – non solo può ma deve essere letto e studiato ancora oggi.


Rozzano MI, 10 dicembre 2010

Festa della B.V. Di Loreto.                                                            DOMENICO BONVEGNA

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