Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Santi

home angela slidbox1É una delle più grandi mistiche della storia della Chiesa alla cui spiritualità attinsero giganti della fede come Teresa d’Avila ed Elisabetta della Trinità. Sant’Angela da Foligno, la cui memoria ricorre il 4 gennaio, è stata canonizzata per equipollenza da Papa Francesco nel 2013.  (Vaticannews.va)

Da alcuni anni ormai non è infrequente imbattersi in articoli di giornali e riviste di un certo spessore culturale nella ‘notizia’ del ritorno del sacro, della rinascita della religione, del risveglio religioso... del «ritorno di Dio» come se questi si fosse ritirato da questo mondo, «disgustato» dal comportamento dell’uomo (vedi ideologie e guerre del secolo XX). Sembra strano quando per decenni si era posto l’accento più sull’eclisse di Dio, sul tramonto delle religioni definite istituzionali o strutturate, sulla fine del sacro (e quindi di Dio) come bisogno esistenziale dell’uomo moderno impegnato nel transito dalla modernità alla post modernità. I giochi sembravano chiusi: Dio fuori dalla scacchiera della storia e del pensiero umano, fuori dall’organigramma di quelli da consultare. Non c’era più posto per lui nella nostra società secolarizzata, iper tecnologica, guidata e dominata dalla razionalità tecnico scientifica. E invece no. Non solo si dice che c’è un certo ritorno del sacro, ma addirittura si parla anche del nascere (o ri-nascere?) dell’interesse per la mistica. Sì, addirittura della mistica. Ma di che si tratta?


Due mistiche?
Ci sono due tipi di "mistica". La prima è quella a cui ci si riferisce spesso nelle riviste (esplicitamente non religiose) e qui fa capolino la New Age (seguita dalla Next Age) di cui apparentemente oggi si parla di meno ma solo perché molti suoi concetti sono già stati assimilati e sono parte della "cultura" dominante.
Ebbene in queste forme di neomisticismo l’io è considerato l’autorità finale, sia rispetto alla pratica religiosa sia rispetto ad un credo già strutturato, come nel Cristianesimo. Sono dinamiche soggettivistiche e narcisistiche bypassate senza adeguato discernimento che fanno presa sul nostro io ferito mendicante il sé e annaspando il sé.  Siamo di fronte alla religione «fai-da-te», ad una religiosità senza Dio, creata su misura del proprio «io» e dei propri bisogni. Tanto che si potrebbe cambiare il primo dei Comandamenti in «Non avrai altro dio che il tuo io». È una mistica insomma senza un riferimento al Totalmente Altro, che è Dio (come nel Cristianesimo), senza un Tu Trascendentale con cui confrontarsi, seguendo il quale ri-programmarsi e a cui finalmente affidarsi. Senza un altro a cui finalmente svelarsi. L'altro, che sia un fratello o una sorella, moglie, marito, figlio o un Assoluto, viene cosificato come utile a me. L'altro è un oggetto. E su questa dinamica di cosificazione vi sono diversi ordini e gradi che passano dal disinteresse dell'altro/Altro all'utilizzo patinato dell'altro per garantire il sé come succede purtroppo anche a noi cristiani. E, per questi ultimi, la sclerocardia è una malattia gravissima e perniciosa di cui si fanno portatori con l'apparenza di affettata spiritualità o religiosità. 

"Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne." (Col. 2,23)

Si tratta di un’ignoranza voluta, scelta, “per peccare con più libertà” (Somma teologica, I-II, 76, 3). 
“Quest’ignoranza, dice San Tommaso, è direttamente ed essenzialmente volontaria, perché uno cerca apposta di non conoscere una cosa per peccare più liberamente. Tale ignoranza aumenta la volontarietà e il peccato: perché l’intensità del volere peccaminoso lo spinge a subire il danno dell’ignoranza per la libertà di peccare” (Ib., I-II, 76,4).
È pertanto un’ignoranza sempre colpevole e non scusa mai. Ecco perché il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “l’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono” (CCC 1859).

Ben diverso il secondo concetto di mistica, quello cristiano.
Così scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica (2014):
«Il progresso spirituale tende all’unione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama “mistica”, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i sacramenti – “i santi misteri” – e, in lui, al mistero della SS. Trinità. Dio ci chiama tutti a questa unione intima con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti».
Come dire tutti chiamati alla vita mistica, ma pochi (purtroppo?) coloro che rispondono a questa chiamata (Mt. 22,14). Tutti i credenti infatti possono avere, in maniera preternaturale e vivificata e potenziata dal Battesimo, il sentimento e la convinzione della presenza immediata e trasformante di Dio nel loro cuore (specialmente dopo certe esperienze spirituali forti), poi magari tutto si indebolisce o svanisce divorato dalla fretta e dalle preoccupazioni quotidiane. Invece l’unione spirituale o mistica di quelli che chiamiamo... i mistici (santi e sante) non è passeggera, non è contingente o parziale ma abituale, è inoltre costante (e coltivata) o per lo meno ritrovata con facilità lungo la giornata.
I mistici pur immersi nella normale quotidianità sembrano sempre animati e guidati da una luce intima trascendente, che ridona le giuste proporzioni "scientifiche" (cioè viste in Dio) a tutto il resto che è e rimane per loro terreno, parziale, contingente e transeunte.

E di questo processo Dio ha l’iniziativa ("πολλοὶ γάρ εἰσιν κλητοὶ ὀλίγοι δὲ ἐκλεκτοί" Mt. 22,14).

È Lui che dilata l’anima e la guida, è sempre Lui che la orienta, la rinforza e la sostiene. Lui solo ne è l’alimento costante e la gioia totale e totalizzante. È Lui che sostiene la volontà ad un minimo sussurro di risposta della creatura.

(tratto da Mario Scudu sdb su Santiebeati.it e ri-elaborato dalla Redazione)


BEATA ANGELA DA FOLIGNO, MEMORIALE

Oratorio dedicato alla Beata Angela da Foligno

Lettera Decretale di Papa FRANCESCO sulla Canonizzazione equipollente della BEATA ANGELA DA FOLIGNO

Angela da Foligno e il suo lungo cammino

La Beata Angela da Foligno e il Preziosissimo Sangue di Gesù

Udienza generale: cammino spirituale Angela da Foligno