Santi

SANTADEODATO I PAPAChiamato anche Deusdedit, Adeodato viene educato nel monastero di Sant’Erasmo a Roma. Eletto Papa nel 615, in un’epoca buia di forti controversie dottrinarie tra Oriente e Occidente, non potrà fare molto perché morirà nel 618, l’anno del terremoto e dell’epidemia di scabbia.  (Vaticannews.va)

Nella serie dei Pontefici è indicato col nome originario Deusdedit (“Dio ha dato”) e con l’equivalente Adeodato (“donato da Dio”). Figlio del suddiacono romano Stefano, è stato educato nel monastero dell’Urbe dedicato a sant’Erasmo. Altre notizie non ci sono su di lui giovane, e ben poche sul suo pontificato, perché "durante la prima metà del VII secolo, che fra tutti fu per la città il più orribile e rovinoso, la storia di Roma è immersa in una oscurità fittissima" (F. Gregorovius).

Sappiamo che Adeodato, succedendo nel 615 a papa Bonifacio IV, trova le alte cariche ecclesiastiche in mano a monaci, come ha voluto Gregorio Magno (590-604); e che le ridà ai preti secolari, ma obbligandoli a pregare di più.All’epoca sua una parte d’Italia è in mano ai Longobardi; e l’altra, con Roma, dipende dall’imperatore d’Oriente, rappresentato da un esarca che vive a Ravenna. E che ci muore, a volte: come Giovanni Lemigio, ucciso dalle sue truppe rimaste senza stipendi. A sostituirlo arriva l’esarca Eleuterio, che incontra papa Adeodato a Roma e paga ai militari gli arretrati. Ma poi tenta di farsi proclamare imperatore e finisce trucidato. D’altronde, a Costantinopoli regna l’imperatore Eraclio, che ha fatto uccidere il predecessore Foca, il quale aveva ucciso il predecessore Maurizio e i suoi figli. Questi sono i tempi in Oriente e in Occidente, con l’aggiunta delle controversie dottrinali fra i cristiani. Ma Adeodato non ha il tempo di affrontarle. Nel 616 riecco nell’Urbe la peste, che aveva già fatto strage nel 590. Nel 618 arriva un’epidemia mortale di lebbra o scabbia.
E tra un contagio e l’altro viene il terremoto, nell’agosto 618. Così, lui “pontifica” in mezzo ai morti, e tra superstiti atterriti che gli chiedono aiuto, perché Roma appartiene all’imperatore lontano, ma le disgrazie dei romani “appartengono” al Papa. È Adeodato che deve soccorrere e consolare. Ma lo fa per poco: nell’anno terribile, la morte lo coglie. L’ “oscurità fittissima” di cui parla Gregorovius avvolge anche la sua fine, come quella di tante altre vittime. Non abbiamo notizie certe sui suoi ultimi giorni. Sappiamo soltanto che per dargli un successore ci vorranno tredici mesi. (Santiebeati.it)



Duns Scoto

1265/1266 - 8 novembre 1308

Nacque tra il 23 dicembre 1265 e il 17 marzo 1266, in Scozia da cui il soprannome «Scoto». La città natale, Duns portava lo stesso nome della sua famiglia. Sin da bambino entrò in contatto con i francescani, di cui tredicenne iniziò a frequentare gli studi conventuali di Haddington, nella contea di Berwich. Terminati gli studi in teologia si dedicò all'insegnamento prima a Oxford, poi a Parigi e Colonia. Qui, su incarico del generale della sua Congregazione doveva fronteggiare le dottrine eretiche, ma riuscì a dedicarsi per breve tempo all'impresa. Morì infatti pochi mesi dopo il suo arrivo, l'8 novembre 1308. Giovanni Duns è considerato uno dei più grandi maestri della teologia cristiana, nonché precursore della dottrina dell'Immacolata Concezione. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 20 marzo 1993 definendolo «cantore del Verbo incarnato e difensore dell'Immacolato concepimento di Maria». Le sue spoglie mortali sono custodite nella chiesa dei frati minori di Colonia.

Martirologio Romano: A Colonia in Lotaringia, ora in Germania, beato Giovanni Duns Scoto, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che, di origine scozzese, maestro insigne per sottigliezza di ingegno e mirabile pietà, insegnò filosofia e teologia nelle scuole di Canterbury, Oxford, Parigi e Colonia.

da Santi e Beati