Primo dei grandi patriarchi d’Israele, Abramo riceverà le migliori benedizioni per aver accettato addirittura il sacrificio dell’unico figlio Isacco, poi salvato dall’angelo inviato da Dio. Siamo nel XIX secolo a.C.: Abramo parte da Ur con la moglie Sara e il nipote Lot per seguire il Signore. (Vaticannews.va)
Nella Bibbia due titoli definiscono precipuamente Abramo, il patriarca, originario della Mesopotamia, stabilitosi a Carran e di lì emigrato nella terra di Canaan. Amico di Dio, egli è il padre dei credenti. Come amico della divinità, è modello di vita religiosa e morale, che può intercedere per sé e per i suoi alleati. Come credente, vive nella tensione tra fede e promessa.
Lascia il suo paese guidato dalla fiducia nella parola di Dio, ma le circostanze sembrano contraddire l’attesa: il patriarca è anziano, Sara non è in grado di avere figli.
«Abramo, tuttavia, credette nel Signore che glielo accreditò come giustizia». La dialettica della fede, però, diviene ancora più acuta con l’inaudita richiesta di sacrificare Isacco. Il viaggio di Abramo verso il monte Moria in compagnia del figlio diventa il paradigma della notte oscura, del viaggio della fede nella tenebra di Dio il quale sembra rinnegare la promessa tanto attesa e coltivata.
All’obbedienza del padre risponde il gesto di liberazione di Dio. In ambito cristiano è soprattutto l’apostolo Paolo a riflettere sulla figura di Abramo. Fedele alla sua concezione, ritiene che il patriarca, giustificato per la fede, sia sorgente di benedizione per l’umanità.
Inoltre, proprio dalla riflessione sulla sua figura Paolo trae la conclusione che la salvezza non deriva dalle opere ma dal dono di Dio accolto nella fede. Su questo punto insistettero Lutero, i teologi, gli uomini di cultura e gli artisti che aderirono alla riforma del XVI secolo. Modello di fede per ebrei e cristiani, Abramo è venerato anche dai seguaci dell’Islam. (Santiebeati.it)
Ridere nel nome di Isacco
Maria, Madre nella fede maestra di paternità e maternita nello Spirito
San John Henry Newmann
Dal Dicastero delle Cause dei Santi https://www.causesanti.va/it/santi-e-beati/john-henry-newman.html
John Henry Newman nacque a Londra il 21 febbraio 1801 da una famiglia anglicana: la madre era ugonotta ed il padre di orientamento religioso molto tollerante. Era il primo dei sei figli di John, banchiere, e di Jemina Fourdrinier. Nel 1808 entra nella Great Ealing School, nell’allora estrema periferia di Londra, dove riceve un’educazione elevata e si fa notare per le doti di intelligenza.
Gli studi superiori e l’ordinazione nella Chiesa Anglicana
Nel 1816, anno in cui conclude gli studi ad Ealing ed assiste contemporaneamente al fallimento della banca del padre, matura l’adesione ai principi più radicali del Calvinismo: arriva a credere che il Papa sia l’anticristo. Nel 1817 entra nel Trinity College di Oxford, dove consegue il Baccellierato “of Arts”.
Nel 1822 viene eletto Fellow dell’Oriel College, dove nasce la sua amicizia con Edward Bouverie Pusey. Il 13 giugno 1824 viene ordinato diacono nella Chiesa Anglicana, divenendo coadiutore della parrocchia di St. Clement di Oxford. Il 29 maggio 1825 viene ordinato Presbitero Anglicano.
L’educatore
John Henry Newman dal 1826 al 1832 è Tutor all’Oriel College dove si occupa della formazione culturale di molti studenti universitari; qui è in stretto contatto con Edward Bouverie Pusey, John Keble e Richard Hurrel Froude. Il 14 marzo 1828 è nominato parroco della chiesa universitaria di St. Mary, svolgendovi una ricca attività pastorale e di predicazione che lo rende molto celebre. Nel 1832 accompagna il presbitero Froude nel suo viaggio nell’Europa meridionale: visita Roma, Malta, Corfù e la Sicilia.
Il pubblicista
Nel Collegio Inglese di Roma, il Beato incontra per la prima volta Don Nicholas Wiseman, futuro Arcivescovo cattolico di Westminster. Scrive il poema (poi pubblicato nel 1834) Lyra Apostolica ed il poemetto Lead, Kindly, Light, esprimendo il suo pieno abbandono alla Provvidenza, che gli indicherà e gli farà realizzare la sua specifica missione. Il 14 luglio 1833, ad Oxford, ascolta il sermone di Keble National Apostasy: nasce l’Oxford Movement che vede in Newman la figura di spicco. Tra il 1833 ed il 1841 Newman, Froude, Keble, Pusey e William Palmer pubblicano Tracts for the Times; su 90 saggi pubblicati Newman è l’autore di ben 26, incluso l’ultimo, il Tract 90 (Remarks on certain passeges in Thirty-Nine Articles) nel quale egli cercò di interpretare i 39 articoli della Chiesa Anglicana in un’ottica cattolica. Le proteste suscitate spingono il Vescovo di Oxford a sospendere la pubblicazione dei Tracts. Condannato dall’Hebdomedal Board dell’Università di Oxford e sconfessato da 42 vescovi, il Beato rinuncia alla parrocchia universitaria. Il 9 aprile 1842 si ritira con alcuni amici a Littlemore per stendere con loro il celebre Essay development of christian Doctrine; qui giunge a maturazione la sua “conversione” al cattolicesimo.
La conversione al cattolicesimo
Nel 1846 il Beato si reca a Roma con alcuni compagni anglicani passati al cattolicesimo, senza progetti definitivi. Nel Memorandum del 1848 scrive di prendere in considerazione la possibilità di entrare tra i Redentoristi, ma poi sceglie di far parte dell’Oratorio di San Filippo Neri; frequenterà infatti a Roma la Chiesa Nuova ed i sacerdoti di quella comunità. Ordinato presbitero il 30 maggio 1847, riceve calorosi incoraggiamenti dal Beato Pio IX (Magna Nobis semper, del 26 novembre 1847).
Il fondatore
Risoluto a diventare Oratoriano, il Beato Newman chiede al Papa di poter fondare un Oratorio a Birmingham, così da adeguare le costituzioni dell’Oratorio Romano alle necessità del luogo. Il nuovo Oratorio prende l’avvio nel 1847, quando egli, con sei compagni, inizia il noviziato in un’ala dell’Abbazia di Santa Croce, messa a loro disposizione. Dopo alcuni trasferimenti, la prima vera sede è posta ad Edgbaston, nella periferia di Birmingham.
Intanto nel 1848 un gruppo di Oratoriani, guidati da Padre Frederick William Faber, si trasferisce a Londra, dove nascerà la seconda Congregazione Filippina Inglese. Nel 1854 Padre Newman è nominato rettore dell’Università Cattolica di Dublino, rimanendo in carica per quattro anni. Nel 1864 pubblica l’Apologia pro vita sua e nel 1878 il Trinity College di Oxford lo elegge suo First Honorary Fellow.
Il cardinalato. Il decesso
Papa Leone XIII, su uno spunto di Monsignor William Bernard Ullathorne, Vescovo di Birmingham, il 12 maggio 1879 crea Newman Cardinale del titolo di San Giorgio al Velabro; il motto scelto recita: cor ad cor loquitur (San Francesco di Sales). Dal 1889 si assiste ad un declino fisico crescente del quasi novantenne Cardinale; il giorno di Natale celebra la sua ultima Santa Messa in pubblico e l’11 agosto 1890 muore nella sua camera ad Edgbaston. Sulla sua tomba vuole che si scriva: Ex umbris et imaginibus in veritatem.