Domenica di Pasqua Resurrezione del Signore
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O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto.Prima Lettura At 10, 34a. 37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dei morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio.
Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome».
Salmo Responsoriale Sal 117
Questo è il giorno di Cristo Signore: alleluia, alleluia.
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.
Dica Israele che egli è buono:
eterna è la sua misericordia.
La destra del Signore si è alzata,
la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita
e annunzierò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo;
ecco l'opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Seconda Lettura Col 3, 1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
SEQUENZA
Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
Víctmæ pascháli láudes: ímmolent
Christiáni.
Agnus redémit oves: Christus
ínnocens Patri reconciliávit
peccatóres.
Mors et vita duéllo conflixére miràndo:
dux vitæ mórtuus, regnat vívus.
Dic nobis, María, quid vidísti in via?
Sepúlcrum Christi vivéntis: et glóriam
vidi resurgéntis.
Angélicos testes, sudárium, et vestes.
Surréxit Christus spes mea: præcédit
vos in Galilǽam.
Scímus Christum surrexísse a mórtuis
vere: tu nobis, victor Rex, miserére.
Canto al Vangelo Cf 1 Cor 5,7b-8a
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
Vangelo Gv 20, 1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.
Dal vangelo secondo Giovanni
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: « Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto! ».
Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.
Commento:
"Viene allora anche Simon Pietro seguendo lui ed entrò nel sepolcro e contempla I lini stesi..." (Gv.20,6)
Giovanni giunge primo sul posto ma non entra e guarda ma non contempla, Pietro entra e contempla: bisogna entrare nel mistero per poter passare dal guardare alla contemplazione.
L'amore e la sete portano alla porta del mistero, ma la fede e l'accettazione di esso spingono ad entrare e ad essere avvolti dalla meraviglia e dallo stupore.
Il corpo del Signore non c'è più....al suo posto quei lini stesi in ordine...
In un antico racconto della mistica Santa Brigida circa una visione avuta sulla nascita di Gesù, si parla di lini in ordine preparati da Maria per avvolgere il corpo dell'amato suo figlio Gesù; lì in quel racconto hanno avvolto il corpo di Dio bambino fatto uomo, per difenderlo dal freddo; qui non servono più, il freddo della morte è ormai vinto; deposti lasciano il posto a ben altra veste, quella di un corpo glorificato nella risurrezione.
E "come nell'incarnazione Cristo nasce in maniera miracolosa dal seno di Maria e inizia la sua vita mortale, così risorgendo miracolosamente dal sepolcro inizia la sua vita gloriosa". (Messale Romano).
Giovanni guarda e aspetta Pietro!
Non poteva forse entrare lui stesso essendo arrivato per primo? Cosa vuol significare questo gesto? E' timore o solo rispetto?
C'è di più in questa azione che diventa esemplare come i piccoli grande eventi del Vangelo.
Pietro è il discepolo a cui il Signore ha detto: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" (Mt. 16,18), ed ancora "Pasci le mie pecorelle..." (Gv. 21,27), investendolo di una missione che lo mette a capo ed a cura del suo gregge. Tutto il popolo deve beneficiare di questa missione e contro le forze del male la Chiesa edificata su Pietro ha l'assicurazione della vittoria; lui vero vicario di Cristo raduna la comunità in modo che sia sempre presente ai fedeli la vita di Cristo e in Cristo.
Ecco che allora Pietro rappresenta la chiesa nei suoi pastori e in modo particolare nel Santo Padre; ed è per questo che Giovanni aspetta, è per questo che può vedere solo dopo: "Vide e credette" (Gv. 20,80). Lo sguardo di Giovanni se pur pieno di amore "particolare" diventa fede viva e testimoniante solo dopo essere avvenuta la contemplazione di Pietro.
E' l'aspettare Pietro che consente poi a Giovanni di vedere e credere.
Il mio guardare rimane infruttuoso se non passa attraverso la Chiesa intera, e in modo particolare nel discernimento dei pastori, che è l'unica testimone di Cristo perché è la Sua Sposa Immacolata (Ef. 5,27), la sua vigna fecondata con il suo sangue e glorificata dalla sua risurrezione.
Essa nasce nella Pasqua di Cristo, quando Egli passa da questo mondo al Padre e risorge ad una vita nuova.
Lui "Pietra scartata è divenuta testata d'angolo" (Sal.118), fondamento della Chiesa il cui corpo vive in quanto corpo di Cristo Risorto che con il Suo Spirito ricrea l'uomo e lo porta alla salvezza.
Noi siamo innestati in questo corpo risorto è per questo che San Paolo ai Colossesi dice: "Cercate le cose di lassù" (Col. 3,1), cose più grandi e durature, perché siamo fatti per qualcosa di più; per aspirare a quell'Amore che Dio ha riversato nei nostri cuori, ad un progetto di vita nella dimensione del dono.
Certo con i vari tempi che il Signore ha stabilito per ognuno: del resto anche la Maddalena e i due discepoli davanti al Mistero non hanno creduto subito e che dire degli altri?! Per quaranta giorni il Signore è apparso dopo la Risurrezione per confortare i dubbiosi.
Non è facile credere senza vedere, ma la Chiesa ci viene in aiuto e ci fortifica in questo con la Parola e con i Sacramenti; il mistero Pasquale di Cristo è sempre al centro della celebrazione nella liturgia ed ogni azione liturgica ci mette in contatto con Cristo e la sua persona: è Lui che le dà il vero volto.
Quando sentiamo il rumore delle guerre, dei terremoti intorno a noi e dentro di noi perché il peccato ci fa traballare; quando le malattie o le incomprensibili e improvvise sofferenze tenteranno di annientare il nostro vivere, annebbiare il nostro sguardo, scuotere la nostra fede, ricordiamo: "Cristo è risorto dai morti e ha fatto cieli nuovi e terra nuova".
Così, per grazia, e camminando con Lui noi prendiamo coscienza di essere risorti in Cristo e non possiamo più continuare a vivere come prima, perché sentiamo di essere nel mondo ma non del mondo; perché la fede nella Sua Risurrezione porta una nuova luce nel nostro sguardo e le sofferenze, le difficoltà, le fatiche del quotidiano, le ansie i dubbi della vita, non spariscono certo, ma assumono un aspetto si può dire "transitorio", sapendo già fin da ora che tutto ha un limite e quel limite è stato vinto da Cristo Risorto.
Anzi, misteriosamente, proprio in quel limite e in quella impotenza c'è nascosta la perla della gioia.
Vista da chi vede e non da chi guarda.
Guardiamo, contempliamo, vediamo, crediamo e infine testimoniamo perché la Sua Presenza è in noi e possiamo e dobbiamo diventare strumenti e amplificatori del Suo Amore.
Sussidio proposto dal monastero del Sacro Cuore
Giorno di giubilo e di gioia
«Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci in esso» (Sal 117,24). Non per caso, fratelli, leggiamo oggi questo salmo in cui il profeta ci invita alla gioia e all'esultanza, in cui il santo Davide invita tutta la creazione a celebrare questo giorno: Oggi infatti, la risurrezione di Cristo apre l'inferno. I neofiti della Chiesa rinnovano la terra. Lo Spirito Santo dischiude i cieli. L'inferno, ormai spalancato, restituisce i morti. La terra rinnovata rifiorisce dei suoi risorti. Il cielo dischiuso accoglie quanti vi salgono.
Anche il ladrone entra in paradiso (Lc 23,43), mentre i corpi dei santi fanno il loro ingresso nella santa città (Mt 27,53)... Tutti gli elementi, in virtù della risurrezione di Cristo, si elevano a maggiore dignità. L'inferno restituisce al paradiso quanti teneva prigionieri. La terra invia al cielo quanti nascondeva nelle sue viscere. Il cielo presenta al Signore tutti quelli che ospita... La risurrezione di Cristo infatti è vita per i defunti, perdono per i peccatori, gloria per i santi. Davide invita, perciò, ogni creatura a rallegrarsi per la risurrezione di Cristo, esortando tutti a gioire grandemente nel giorno del Signore.
Ma direte..., il cielo e l'inferno non sono stati stabiliti nel giorno di questo mondo; possiamo forse chiedere a questi elementi di celebrare un giorno al quale sfuggono totalmente? Ma questo giorno fatto dal Signore penetra tutto, contiene tutto, abbraccia insieme cielo, terra e inferno! La luce che è Cristo non è fermata da alcun muro, né ostacolata dagli elementi, né sopraffatta dalle tenebre. La luce di Cristo è veramente giorno senza notte, giorno che non conosce tramonto. Ovunque risplende, ovunque irradia, ovunque dimora.
San Massimo di Torino ( ? – circa 420), vescovo
Santa Pasqua di Resurrezione
Traccia dal sito Totustuus
I Lettura: At 10,34a.37-43
II Lettura: Col 3,1-4 oppure 1 Cor 5,6b-8
Vangelo: Gv 20,1-9 oppure Mc 16,1-7
SCHEMA RIASSUNTIVO
Tema: Cristo è davvero risorto.
Obiettivo: Accrescere la fede dei fedeli nella risurrezione.
1. Cristo è risorto davvero: il sepolcro vuoto,
a) Non fu un inganno, un'invenzione degli apostoli, né il corpo fu rubato.
b) Il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell'evento della Risurrezione.
c) Il tema centrale della predicazione degli apostoli era la risurrezione di Cristo.
I) Questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni (At 2,32).
II) Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (At 433).
LA BIBBIA
«Conoscere lui, la potenza della sua Risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti» (Fil 3,8-11).
LA CATECHESI E IL MAGISTERO
«L'ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della Risurrezione di Cristo. Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L'ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l'opera della creazione culmina nell'opera più grande della Redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima» (CCC, n. 349).
«La Risurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore perché ormai è il nome di Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza del «Nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil
2,9-10). Gli spiriti malvagi temono il suo nome ed è nel suo nome che i discepoli di Gesù compiono miracoli; infatti tutto ciò che essi chiedono al Padre nel suo nome, il Padre lo concede» (CCC, n. 434).
I PADRI
«Poiché dunque questa notte luminosa, mettendo insieme la luce delle lampade con quella dei raggi del sole nascente, ha fatto un lunghissimo giorno continuo, senza nessuna interruzione di tenebre, cerchiamo di capire la profezia che dice: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore". Nel quale ciò che ci si propone di fare non è cosa grave né difficile, ma gaudio, letizia, esultanza, poiché la Scrittura dice: "Esultiamo e godiamo in esso" (Ps 117,24). O raro comando! O legge dolcissima! Chi non vorrà obbedire senza indugio e senza dilazioni a un tale ordine? Anzi chi non riterrà un danno anche una piccola dilazione? La letizia è ciò che vien comandato e la tristezza si muta in gioia, perché la condanna inflittaci per il peccato è stata abolita» (San Gregorio di Nissa, Oratio IV in Pascha).
«Siccome a tua volta mi chiedevi il mio parere circa la risurrezione dei corpi e le funzioni delle membra nello stato futuro d'incorruttibilità e d'immortalità, ascolta cosa in breve ne penso; e, se non ti soddisferà, ne potremo discutere più a lungo, con l'aiuto di Dio. Si deve credere con tutta la forza quanto nella Sacra Scrittura è affermato in modo veridico e chiaro: che cioè i nostri corpi visibili e terreni, che ora chiamiamo animali, nella risurrezione dei fedeli e dei giusti, diventeranno spirituali. Ignoro d'altronde come si possa comprendere o far comprendere ad altri di quale specie sia un corpo spirituale, di cui non abbiamo conoscenza sperimentale. E certo però che in quello stato i corpi non avranno corruzione di sorta e perciò non sentiranno, come ora, il bisogno di questo cibo corruttibile; potranno tuttavia prenderlo e consumarlo realmente, non costretti da necessità, ma assecondando una possibilità. Altrimenti neppure il Signore avrebbe preso cibo dopo la sua risurrezione dandoci in tal modo l'immagine della risurrezione corporea; per cui l'Apostolo dice: "Se i morti non risorgono, non è risorto neppure Cristo" (1 Co 15,16). Il Signore infatti, apparendo con tutte le sue membra, e servendosi delle loro funzioni, mostrò pure il posto delle ferite. Io ho sempre creduto che non si tratti di ferite, ma di cicatrici, conservate dal Signore non già per necessità, ma per sua volontà. E la facilità di attuare questa sua volontà, la dimostrò soprattutto e quando apparve sotto altre sembianze e quando apparve com'era realmente, a porte chiuse, nella casa dove si erano adunati i discepoli» (Sant'Agostino, Epistola, 95, 7).
PENSIERI E FRASI
Alcune affermazioni contrarie alla risurrezione:
- E voi cristiani, avete un qualche pegno tangibile che vi garantisca questo incredibile messaggio d'amore di Dio?
- Sì, la risurrezione e le sue tracce. Ce le ha date Cristo, con la solenne promessa.
- I soldati di guardia?
Un'invenzione.
- Il sigillo inviolabile all'ingresso?
Una leggenda tardiva.
- La testimonianza delle donne?
Isteria.
- La sparizione del cadavere?
Fu sottratto.
- L'integrità di Giuseppe d'Arimatea?
Pura invenzione.
- Le apparizioni successive del Crocifisso?
Morte apparente.
- Sinedrio senza il corpo del delitto?
Irriconoscibile; fossa comune.
- La trasformazione dei discepoli?
Ottenebramenti.
- La convinzione di 500 uomini dabbene?
Cose della vita.
- La conversione del mondo?
Oppio dei popoli (Marxisti)».
(J. L. Carreño Etxeandìa sdb, Las huellas de la resurrecciòn).
ANEDDOTI
«Una volta, fu chiesto a Isacco Newton in che modo l'uomo trasformato in polvere poteva ricomporsi di nuovo per dar luogo ad un corpo. Senza dire una parola, egli raccolse un pugno di limatura di ferro, lo mescolò con la sabbia e domandò al suo interlocutore: "Lei saprebbe separare la polvere di ferro da questa massa?". L'altro rispose di no. Allora, il saggio prese una calamita, l'accostò al composto e subito le particelle di ferro si attaccarono alla calamita. Quindi, Newton disse con calma: "Colui che ha posto una tal forza nel ferro inanimato, non potrà dare di nuovo un involucro corporale alla nostra anima immortale?"».
VENERDÌ SANTO PASSIONE DEL SIGNORE
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O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore ci hai liberati dalla morte, eredità dell'antico peccato trasmessa a tutto il genere umano, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio; e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita, l'immagine dell'uomo terreno, così per l'azione del tuo Spirito, fa' che portiamo l'immagine dell'uomo celeste.Messa «in Coena Domini»: Giovedì Santo cena del Signore
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O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena nella quale il tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio, convito nuziale del suo amore, fa' che dalla partecipazione a così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita.Prima Lettura Es 12, 1-8. 11-14
Prescrizioni per la cena pasquale.
Dal libro dell'Esodo
In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d'Egitto: «Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E' la pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per il paese d'Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d'Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto.
Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne».
Salmo Responsoriale Sal 115
Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
e davanti a tutto il suo popolo.
Seconda Lettura 1 Cor 11, 23-26
Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunciate la morte del Signore.
Dalla prima lettera di S. Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.
Canto al Vangelo Cf Gv 13,34
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Vi do' un comandamento, dice il Signore:
che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Vangelo Gv 13, 1-15
Li amò sino alla fine
Dal vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi».
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