La povertà è essere di Cristo
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Dal Vangelo del giorno: Mt 19,16-22".. Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze".
Non basta certo fare voto di povertà per smettere di essere tristi. Si può infatti aver lasciato tutto ma esse
re attaccati ad una "biro".. peggio, si può essere attaccati alla stessa "povertà".
Cristo ci chiede, invece, di mettere Lui al centro del nostro cuore per seguirlo spediti. Questa è la perfetta povertà.
Tutto il resto è corollario alla sequela; mezzo e non fine.
Se invece il mezzo diventa il fine ecco subentrare nella povertà il paradosso della ricchezza e dell'avarizia e, con il paradosso, la tristezza.
Cristo è il principio, Cristo è il Centro, Cristo è la meta.
Cristo ci chiede, invece, di mettere Lui al centro del nostro cuore per seguirlo spediti. Questa è la perfetta povertà.
Tutto il resto è corollario alla sequela; mezzo e non fine.
Se invece il mezzo diventa il fine ecco subentrare nella povertà il paradosso della ricchezza e dell'avarizia e, con il paradosso, la tristezza.
Cristo è il principio, Cristo è il Centro, Cristo è la meta.
A chi cerca il Signore non manca alcun bene
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Dal salmo della XX domenica del tempo ordinario anno B".. a chi cerca il Signore non manca alcun bene"
Forse non manca alcun bene perché il credente e l'uomo di buona volontà si adatta?
Forse perché si rassegna passivamente?
Forse perché riceve di più di chi non crede?
Si, in un certo senso riceve di più.. ma no sta nei beni ma nella grazia dell'intelligenza.
Chi cerca il Signore vede, finalmente, la realtà delle cose e la sua Sapienza.
Possiede il dono di Scienza dello Spirito che è un dono mistico e di contemplazione ed è per tutti i battezzati.
Chi cerca il Signore, infatti, e lo cerca con sincerità di cuore, di scelta e di opere, inizia a vedere come vede Dio.
Inizia decisamente ad essere realista.
In questo realismo realmente "scientifico" non può non operare, secondo Dio, nel trasformare la realtà che gli è affidata.
Con responsabilità e passione.
Non c'è dunque uomo più concreto e realista di colui che cerca sinceramente il Signore, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.
Si, in un certo senso riceve di più.. ma no sta nei beni ma nella grazia dell'intelligenza.
Chi cerca il Signore vede, finalmente, la realtà delle cose e la sua Sapienza.
Possiede il dono di Scienza dello Spirito che è un dono mistico e di contemplazione ed è per tutti i battezzati.
Chi cerca il Signore, infatti, e lo cerca con sincerità di cuore, di scelta e di opere, inizia a vedere come vede Dio.
Inizia decisamente ad essere realista.
In questo realismo realmente "scientifico" non può non operare, secondo Dio, nel trasformare la realtà che gli è affidata.
Con responsabilità e passione.
Non c'è dunque uomo più concreto e realista di colui che cerca sinceramente il Signore, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.
Come Bambini
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Dal Vangelo del giorno: Mt 19,13-15«Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli»
Non è questo di Gesù un invito solo a rispettare i bambini ma ogni piccolo nell'ottica del Vangelo.
Persino chi è piccolo non per virtù ma per miseria di vita o addirittura perché, consapevole del peccato, desidera tornare al Signore.
Noi, infatti, incapaci di vedere con autenticità il male dentro di noi, siamo implacabili con il male compiuto dagli altri.
Neghiamo a loro e a noi il valore della Speranza. Neghiamo a Dio di poterci trarre a sé con il cammino dolce e arduo della conversione.
Infatti, questa pericope, ancora prima è un appello a quella parte "bambina" che desidera ardentemente di stare con Cristo fiduciosa ed abbandonata e arresa. Disarmata.
Come un bimbo nelle mani del Padre.
A quella parte del tuo cuore che desidera quel bene assoluto che tu gli neghi con le tue paure, le tue ideologie ed i tuoi fantasmi. Sei tu spesso il nemico di te stesso che non ascolti il bambino che cerca Cristo e la sua benedizione.
Sei tu che impedisci a te stesso, per fragilità e peccato, per paura e per accidia, che la tua vera natura possa essere finalmente adulta e dunque "piccola" nell'ottica del Vangelo.
Sei tu che scandalizzi il piccolo che è in te, allontanandolo dalla voce incessante che grida: "Vieni al Padre!"
Sei tu che cerchi cisterne screpolate invece di dissetarti all'acqua della Vita Eterna.
Noi, infatti, incapaci di vedere con autenticità il male dentro di noi, siamo implacabili con il male compiuto dagli altri.
Neghiamo a loro e a noi il valore della Speranza. Neghiamo a Dio di poterci trarre a sé con il cammino dolce e arduo della conversione.
Infatti, questa pericope, ancora prima è un appello a quella parte "bambina" che desidera ardentemente di stare con Cristo fiduciosa ed abbandonata e arresa. Disarmata.
Come un bimbo nelle mani del Padre.
A quella parte del tuo cuore che desidera quel bene assoluto che tu gli neghi con le tue paure, le tue ideologie ed i tuoi fantasmi. Sei tu spesso il nemico di te stesso che non ascolti il bambino che cerca Cristo e la sua benedizione.
Sei tu che impedisci a te stesso, per fragilità e peccato, per paura e per accidia, che la tua vera natura possa essere finalmente adulta e dunque "piccola" nell'ottica del Vangelo.
Sei tu che scandalizzi il piccolo che è in te, allontanandolo dalla voce incessante che grida: "Vieni al Padre!"
Sei tu che cerchi cisterne screpolate invece di dissetarti all'acqua della Vita Eterna.