L’America che ci sorprende
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Che cosa accadrà dopo che i giovani conservatori americani hanno scelto di pregare e amare i loro nemici a fronte dell’assassinio del loro leader?
di Marco Invernizzi
Si è detto e scritto molto, in questi ultimi giorni, a proposito dell’assassinio di Charlie Kirk. Abbiamo già affrontato il tema dell’odio, che continua il non serviam nella storia rifiutando l’ordine divino, uccidendo per puro odio, come Caino con Abele. Lo abbiamo fatto ascoltando commossi l’orazione funebre della vedova di Kirk, che ha dichiarato davanti al mondo di perdonare il giovane assassino di suo marito perché così avrebbero fatto Cristo e Charlie. Un discorso poderoso, che porta l’amore a un livello estremo e ci interroga tutti. Quanti di noi sarebbero capaci di esprimere un amore così grande: «io amo mio marito con tutto il cuore, amo il padre dei miei figli immensamente ma amo Dio ancora di più e ho presenti le sue parole che mi chiedono di perdonare anche i nemici. Non solo l’amore di Dio, ma anche quello del movimento che mio marito aveva fondato e che mi accingo (almeno così sembra) a continuare a dirigere, quel Turning Point USA, che non deve rispondere all’odio con l’odio».