Il coro col quale è stata fatta rimbalzare la notizia che «la Corte di Strasburgo apre alle adozioni alle coppie gay» è l’ennesimo episodio di frettolosa lettura (o di omessa lettura) di ciò che la Grande Chambre ha scritto nella sentenza pubblicata ieri. La Corte ha condannato l’Austria perché la sua legge in tema di adozione «coparentale» (quando in una coppia uno dei partner ha un figlio suo, e l’altro chiede di diventarne genitore adottivo, completando la relazione parentale) tratta diversamente la coppia convivente non sposata e la coppia omosessuale.
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