Il pericolo è l'omofilia non l'omofobia
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Pino Morandini, vice-presidente del Movimento per la Vita, spiega le gravi conseguenze che potrebbe avere l'approvazione di un ddl sull'omofobia che sarà discusso dal Consiglio provinciale di Trento.Dopo due anni di roventi dibattiti sul tema, la fatidica “ora x” sembra stia per scoccare nell’orologio del Consiglio provinciale di Trento. Il 16 settembre potrebbe approdare in aula un testo di legge sul contrasto alle discriminazioni sessuali. Un testo che preoccupa per i suoi aspetti ideologici e lesivi della libertà d’espressione. Al suo interno, composto da 17 articoli, per ben 19 volte ricorre l’espressione “cultura di genere” o “identità di genere”. Aspetto, questo, che è stato definito “la maggiore criticità” del ddl in questione anche dall’arcivescovo di Trento, mons. Luigi Bressan, nel corso di un’intervista al giornale diocesano. Continua su zenit
vd anche provita qui che contiene il seguente testo
"Il Movimento per la vita con il vicepresidente Pino Morandini ha premesso il profondo rispetto per la dignità di ogni essere umano a prescindere dall’essere una persona omosessuale o meno. E ha poi messo l’accento sulla questione della discriminazione chiedendo da ex legislatore di chiarire molto bene cosa si intende con questo concetto. Per Morandini in Italia non risulta che gli omosessuali siano discriminati. E ha ricordato che nel 2013 i casi segnalati di discriminazione di omosessuali sono stati 83. Mancano quindi i presupposti per giustificare una legge. Quanto alle tutele sono già previste dalle leggi e dal codice: vi sono diritti ampiamente riconosciuti e protetti. E ha sottolineato come l’impianto di questo ddl sia palesemente ideologico perché all’articolo 2 parla di “identità di genere come percezione di sé come maschio o come femmina o in un’altra condizione non definita”. Né è pensabile che, come recita l’articolo 1 del ddl, la Provincia promuova la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale tra gli individui “anche all’interno della loro dimensione affettiva”, impegno che una legge non può prevedere. Per Morandini questo testo è contrario alla famiglia e il suo ruolo. Famiglia che non compare neppure una volta nel disegno di legge. E c’è il rischio di un intervento invasivo forte della Provincia nella scuola in ambito sessuale. Questo disegno di legge è importante perché in gioco c’è la custodia della vita di cui il Trentino ha sempre dato testimonianza. Ha concluso l’ex consigliere: “Lasci la Provincia che la gente si esprima pro o contro questa legge con un referendum. Se sarà approvata noi non staremo a guardare”."
vd anche
Ddl anti-omofobia incagliato: PD pronto a rivedere il testo su Trento Today
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La nostra impressione è che la frittata ideologica è stata fatta con la spinta sull'acceleratore di chi era interessato e con il silenzio o la voce fioca in questi anni.
Sarà in grado un partito di maggioranza, qui il Partito Democratico (PD), di dire, abbiamo sbagliato? Avrà il coraggio e la serietà di affermare che la proposta di legge è sbilanciata ed ideologica, pur partita da alcune buone intenzioni, ma da un apparato antropologico e legislativo non condivisibile?
La democrazia, non educata alla luce della ragione e del buon senso, porta inevitabilmente a questi disastri ideoogici e a derive disumane.