Un grido muto e assordante
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FEDERICO GIUNTOLI «Grazie per questa visita e grazie per la preghiera che voi fate per la Chiesa. Voi fate tanto bene alla Chiesa con le vostre sofferenze, sofferenze inspiegabili. Ma Dio conosce le cose e an- che le vostre preghiere». È con queste pa- role che il Papa il 30 novembre di tre anni fa accolse un gruppo di bambini ammalati di tumore provenienti dalla Polonia. Avere a che fare col cancro, anche per tutto il terribile immaginario collettivo le- gato a quella parola, per chi ne è affetto significa fare i conti, da una parte, con una sofferenza garantita e ineludibile e, dall’altra, con la percezione che niente più sarà come prima. Il dolore — e ancor più il dolore innocente — è un grido, ora muto ora assordante, che richiede accoglienza. La trafittura e il tormento ad esso legati spesso si inaspriscono quando tale grido non rie- sce a incontrare un’attenzione, pur timida e inerme, che gli si offra in ascolto.