Un altro ti condurrà dove tu non vuoi
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Tutto ciò è messo in luce in alcuni momenti particolari. Nell'ultima cena, Giovanni si fa interprete di Pietro e si rivolge al Signore "reclinandosi così sul petto di Gesù" per domandargli chi fosse il traditore (Giovanni, 13, 35). È ancora Giovanni a far entrare Pietro nel cortile del sommo sacerdote (Giovanni, 18, 16), dove poi il primo degli apostoli negherà di conoscere Gesù. È lui, il discepolo prediletto, che sta con Maria sotto la croce di Gesù e lo vede spirare e osserva il soldato trafiggere il suo cuore, mentre Pietro è distante dall'evento (Giovanni, 19, 24-25 e 34-35). Inoltre il mattino di Pasqua, Pietro e Giovanni "tutti e due correvano insieme" al sepolcro (Giovanni, 20, 4). Il discepolo prediletto corre più veloce e arriva primo, ma lascia entrare Pietro. Tuttavia è sempre lui "che vide e credette" (Giovanni, 20, 9).
Nell'ultimo tratto di vangelo, il capitolo 21, ritenuto dai più come completamento maturo dell'evangelista o della sua cerchia, ormai sul finire del primo secolo, viene presentato un raffronto decisivo tra Pietro e Giovanni, alla luce della presenza gloriosa del Risorto, che sta per lasciare questa terra e guarda al futuro del suo "piccolo gregge".