Meditazioni del Cardinale Zen per la Via Crucis al Colosseo 2008
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UFFICIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE DEL SOMMO PONTEFICE VIA CRUCIS AL COLOSSEO
PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
VENERDÌ SANTO 2008
MEDITAZIONI E PREGHIERE DI Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. JOSEPH ZEN ZE-KIUN, S.D.B. Vescovo di Hong Kong
PRESENTAZIONE
Quando Sua Santità Papa Benedetto XVI, per mezzo dell'Eminentissimo Signor Cardinale Tarcisio Bertone, mi chiese di preparare le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo di quest'anno al Colosseo, non ho avuto la minima esitazione ad accettare tale compito. Ho capito che il Santo Padre, con quel gesto, intendeva manifestare la propria attenzione al grande Continente asiatico e coinvolgere, in particolare, in questo solenne esercizio di pietà cristiana i fedeli della Cina, per i quali la Via Crucis è una devozione molto sentita. Il Papa ha voluto che io portassi al Colosseo la voce di quelle sorelle e di quei fratelli lontani.
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BENEDETTO XVI - Omelia della Messa in Cena Domini
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S. Messa in Coena Domini 2008Cari fratelli e sorelle,
san Giovanni inizia il suo racconto sul come Gesù lavò i piedi ai suoi discepoli con un linguaggio particolarmente solenne, quasi liturgico. “Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (13, 1). È arrivata l’“ora” di Gesù, verso la quale il suo operare era diretto fin dall’inizio. Ciò che costituisce il contenuto di questa ora, Giovanni lo descrive con due parole: passaggio (metabainein, metabasis) ed agape – amore. Le due parole si spiegano a vicenda; ambedue descrivono insieme la Pasqua di Gesù: croce e risurrezione, crocifissione come elevazione, come “passaggio” alla gloria di Dio, come un “passare” dal mondo al Padre. Non è come se Gesù, dopo una breve visita nel mondo, ora semplicemente ripartisse e tornasse al Padre. Il passaggio è una trasformazione.
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Corpo dato, Sangue sparso L'opera creatrice di una parola
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di Inos Biffi L'Eucaristia nasce all'Ultima Cena - "nella notte del tradimento del Signore" - per una iniziativa che appartiene tutta e soltanto a Cristo. È lui che, inattesamente, dichiara e offre da mangiare, come suo "Corpo dato", il pane, e da bere, come suo "Sangue sparso", il vino.
Grazie a quel gesto e alla potenza di quelle parole - le stesse che erano state al principio dei suoi miracoli - gli apostoli in quel momento già ricevono da Gesù, nel modo del convito, il sacrificio di se stesso, che, come Agnello di Dio, vero e definitivo, egli stava per consumare sul Calvario, avverando l'intenzione profonda degli antichi sacrifici, ormai oltrepassati.
Nel banchetto pasquale, ardentemente desiderato prima del suo passaggio al Padre, Cristo portava a compimento il rito della prima Pasqua e istituiva la forma e la liturgia della Pasqua nuova, che gli apostoli ricevono il mandato di celebrare come suo memoriale.
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Sinodo Straordinario sulla Famiglia dal 5 al 19 ottobre 2014
Elenco completo degli interventi in occasione del Sinodo Straordinario sulla Famiglia.