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Papa Leone riceve il pallone da basket della partita inaugurale della Ncaa credit VATICAN MEDIAQuesta mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i partecipanti al pellegrinaggio della Villanova University e della University of Notre Dame.

Pubblichiamo di seguito il Discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi.


Cari amici,

sono lieto di accogliere tutti voi in Vaticano come parte del vostro pellegrinaggio a Roma. In modo particolare saluto Padre Peter Donohue, Rettore della Villanova University, e Padre Robert Dowd, Rettore della University of Notre Dame, insieme agli studenti, ai docenti, al personale, agli ex allievi e ai sostenitori di queste due istituzioni accademiche qui presenti.

Sono tante le attività previste durante la vostra visita, tra cui, ovviamente, gli incontri di pallacanestro che avranno luogo domani tra le squadre delle vostre università. A tale riguardo, dato l’entusiasmo e l’ampio interesse che circondano questi incontri, possiamo constatare il potenziale dello sport di svolgere un ruolo di grande impatto sia sulla vita di una comunità accademica sia sulla società più in generale.

Nel corso dei secoli, diversi autori cristiani, tra cui alcuni miei predecessori, hanno notato i molti effetti lodevoli che nascono dalla partecipazione ad attività sportive. A tale riguardo, in anni più recenti, specialmente attraverso la voce dei Papi, la Chiesa cattolica ha proposto «una visione dello sport centrata sulla dignità della persona umana, sul suo sviluppo integrale, sull’educazione e sulla relazione con gli altri, evidenziandone il valore universale quale strumento di promozione di valori come la fraternità, la solidarietà e la pace» (Lettera La vita in abbondanza, 6 febbraio 2026).

Come molti di noi hanno sperimentato, agendo come mezzo concreto per riunire le persone, lo sport può insegnare i valori della cooperazione e della reciproca condivisione. Ciò è sempre più necessario in un tempo caratterizzato dalla distanza che la tecnologia può creare (cfr. Omelia nella Solennità della Santissima Trinità, Giubileo dello Sport, 15 giugno 2025). Di fatto, «lo sport, quando ben vissuto, è medicina per il corpo e per lo spirito» (Saluto ai Membri della Federazione Italiana Nuoto, 25 giugno 2026).

Durante gli eventi sportivi è naturale voler tifare, spesso con grande passione, per la propria squadra. È importante ricordare che in qualsiasi competizione i membri di due squadre, anche se tra loro c’è rivalità agonistica, di certo non sono nemici (cfr. Lettera La vita in abbondanza). Mi auguro, pertanto, che malgrado la natura competitiva della pallacanestro dei college, per i giocatori e i tifosi delle due squadre vi siano delle opportunità per imparare a conoscersi durante la vostra permanenza qui a Roma.

Provvidenzialmente, la vostra visita si sta svolgendo alla vigilia della Solennità in cui la Chiesa universale onora “in un’unica festa i meriti […] di tutti i Santi” (Messale Romano, Colletta per la Solennità di Tutti i Santi). Nella giornata di Ognissanti ricordiamo che Dio chiama tutti a essere santi. Di fatto, san Pietro sottolinea che, poiché il Signore stesso è santo, anche noi dobbiamo essere santi in tutta la nostra condotta (cfr. 1 Pt 1, 15). Siamo pertanto invitati ad assicurare che ogni aspetto della nostra vita, anche la nostra attività sportiva, ci aiuti ad amare Dio e il nostro prossimo. Per molti santi, compreso Pier Giorgio Frassati, uno dei santi patroni degli atleti, lo sport era una componente importante della loro vita. La sua vita, come quella di molti uomini e donne santi, ci ricorda che nessuno nasce campione, proprio come nessuno nasce santo. Invece, la santità richiede un allenamento quotidiano nell’amore (cfr. Omelia nella Solennità della Santissima Trinità, Giubileo dello Sport).

A tale riguardo, i cristiani sono chiamati a partecipare alla corsa della vita con l’obiettivo di vincere un’imperitura corona di gloria (cfr. 1 Cor 9, 24-25). Prego affinché le attività previste nel vostro pellegrinaggio, in particolare le vostre visite alle tombe degli Apostoli, che diedero la propria vita in difesa della fede, servano a ricordare che il nostro vero obiettivo, al di là di uscire vittoriosi da qualche evento, è quello di vincere il premio della vita eterna.

Miei cari amici, con queste riflessioni vi ringrazio ancora una volta per la vostra presenza e affido tutti voi all’intercessione della Beata Vergine Maria, di sant’Agostino, di san Tommaso da Villanova e del beato Basil Moreau. A voi e ai membri delle vostre comunità universitarie imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica. Grazie.

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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 249, sabato 31 ottobre 2026, p. 2.

© Bollettino Santa Sede - 31 ottobre 2026

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