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Firmato da Federazione Biblica cattolica e United Bible Societies
 Uno storico accordo è stato siglato, questa mattina 14 ottobre, nella Sala Stampa della Santa Sede tra la Federazione biblica cattolica e le "United Bible Societies". Si tratta di un'intesa per una stretta collaborazione che favorisca le traduzioni e la diffusione della Bibbia a livello mondiale. Firmatari i due presidenti e i due segretari generali. La sigla dell'accordo è avvenuta a margine della presentazione dell'inchiesta internazionale sulla lettura della Bibbia in prospettiva ecumenica. "La Parola di Dio è rimasta sempre un'eredità comune per tutti i cristiani ed è il legame principale dell'ecumenismo e la base del dialogo ecumenico", ha detto il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, il quale ha presieduto la conferenza stampa. Nei secoli passati, spesso l'interpretazione della Scrittura ha diviso i cristiani, ha aggiunto, mentre negli ultimi anni, è stata raggiunta un'interpretazione comune tra esegeti cattolici e protestanti, perché utilizzano gli stessi metodi di indagine. Vi è quindi, la possibilità di un impegno comune, affinché l'avvicinamento ai metodi esegetici produca una comprensione e uno scambio ecumenico più profondo e proficuo. Ha poi sottolineato come nel passato troppo spesso si sia dimenticato che la Bibbia è "un libro nato nella Chiesa e per la Chiesa e che Cristo è il centro delle Scritture e regola suprema dell'interpretazione".
Dal punto di vista della ricerca, il porporato ha suggerito agli studiosi alcuni rischi da evitare nell'ermeneutica:  "si deve interpretare la Bibbia considerando i diversi generi letterari e si deve evitare una lettura fondamentalista, senza cadere nella mentalità moderna che toglie la novità". Una volta fissato il testo comune originale, i cristiani possono trovare nella Bibbia "il sostegno per promuovere il dialogo ecumenico sia sul lato dottrinale, sia pastorale". Le recenti pubblicazioni della Parola di Dio in varie lingue, ha affermato il cardinale Kasper, sono un "contributo importante al riavvicinamento tra cristiani, perché la Bibbia è il cuore dell'ecumenismo". Per questo, "un rinnovato slancio degli studi biblici, produrrà un nuovo slancio nel cammino ecumenico".
Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Federazione biblica cattolica, ha poi illustrato alcuni dati emergenti dall'inchiesta. Il più significativo quello che riguarda il rapporto che i fedeli delle diverse tradizioni cristiane hanno con la Bibbia. Riaffermato il fatto che la Bibbia resta "il luogo più efficace per l'incontro tra i cristiani", monsignor Paglia ha fatto notare il cammino compiuto in questo senso dai cattolici e come negli ultimi 40 anni "sia stata cancellata quella distanza che si riscontrava ad esempio con il mondo protestante". Altro dato sorprendente è quello che rivela l'accresciuta attenzione della Russia europea alla Bibbia mentre "assolutamente straordinaria - rileva il vescovo - rispetto agli altri Paesi oggetto dell'intervista, la forte attenzione alla Bibbia che si riscontra negli Stati Uniti d'America, sia in ambito protestante sia cattolico".
Una riflessione a parte merita il fenomeno della interpretazione della Bibbia nella galassia pentecostale. Dopo aver riferito i risultati di uno studio sulle comunità pentecostali in America latina, in Africa e Asia monsignor Paglia ha notato la diversità degli atteggiamenti in questi luoghi da quelli delle denominazioni protestanti storiche del nord. "Non si tratta - ha detto - unicamente di una lettura entusiasta, immediata e diretta delle Scritture, magari anche con una tentazione fondamentalista rispetto a quella più individualista e illuminista delle Chiese del nord del mondo. C'è un diverso modo di considerare il testo sacro perché nelle comunità del sud è chiara la dimensione di popolo che hanno le rispettive Chiese. Tale condizione infatti condiziona anche nelle interpretazioni delle Scritture". Tuttavia nel dialogo ecumenico il terreno biblico è quello in cui si è registrato il maggiore progresso, anche se, ha notato il relatore, non mancano problemi. Resta comunque il fatto che "l'incontro sulle Scritture permette oggi un più robusto incontro tra i cristiani". Paglia ha poi rivelato che l'United Bible Societies hanno modificato un paragrafo dello statuto per accogliere e diffondere bibbie protestanti, ortodosse e cattoliche. Archibald Miller Milloy, segretario generale della "United Bible Societies", anch'egli intervenuto alla conferenza stampa, ha detto che l'accordo appena siglato con la Federazione biblica cattolica è "una pubblica dichiarazione e un'affermazione di collaborazione tra soggetti diversi per la diffusione della Bibbia".

(©L'Osservatore Romano - 15 ottobre 2008)
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