Καὶ ἀναβαίνει εἰς τὸ ὄρος καὶ προσκαλεῖται οὓς ἤθελεν αὐτός, καὶ ἀπῆλθον πρὸς αὐτόνIn quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui.
(Mc. 3,13)
La vocazione, di qualunque natura, è comunque vocazione di secondo grado e si innesta nella Vocazione primaria alla Vita. Quella vera, donataci con il Battesimo. Ed è questa la chiamata alla santità. La santità, cadosh (separare) è via per "tagliare" tutto quanto ci lega al peccato ed "innestare" pienamente in Dio.
Ecco perché occorre sostenere con la preghiera questa Vocazione che si esplica nella vocazione, per così dire, binaria, di tracciato, di Itinerarium Vitæ che sia ad una forma specifica di consacrazione, Sacerdotale, “Religiosa”, Matrimoniale.
La filigrana esistenziale della Grazia Battesimale si esprime poi in vocazioni ulteriori che hanno carattere transeunte. Un servizio in Parrocchia di cura Catechetica, di formazione Liturgica, di cura logistica, un “Provincialato” per i frati, un servizio ad una mensa, un incarico pastorale, ecc.
Cosa hanno in comune queste tre vocazioni, la Primaria, quella di Itinerarium Vitæ e quella transeunte?
Tutte scaturiscono da una Volontà di Amore, imperscrutabile del Padre, per il Figlio nello Spirito Santo per il Bene, di ciascuno e di tutto il corpo.
Ebbene questa “volontà di Dio” necessita di essere sostenuta avendo consapevolezza che è una chiamata non un merito, una "appropriazione clericale". Usiamo “clericale” per ricordare quella forma di potere di appropriazione, di "carriera del sé" che genera manipolazione, fagocitamento e che dimentica pian piano, persino nella persecuzione, la sua intima natura di dono ricevuto.
Un vessillo ego-latra che si perpetua in tante forme. Sia nella prepotenza che nel vittimismo.
E, dunque, non è caratteristica solo del "clero" ma del ladrocinio e dell'appropriazione in cui tutti possiamo cadere.
E, dunque, non è caratteristica solo del "clero" ma del ladrocinio e dell'appropriazione in cui tutti possiamo cadere.
Non è raro trovare comunità, magari oranti, che davanti ad una opportunità si comportano con tecniche di “love bombing” con "corteggiamentei ed apprezzamenti" e poi “scaricano” la sorella o il fratello perché non risponde ai loro “canoni”, a volte sottilmente settari. Eh sì perché i settarismi non sono propri solo delle eresie ma anche delle nostre comunità Parrocchiali, dei Movimenti, delle Comunità. Si tende a dinamiche che di spirituale, cioè di rispetto della Vocazione, hanno ben poco, perché sono tutte dinamichette umane, carnali, che tendono a creare “gruppo” per star bene non per appartenenza ecclesiale ad una Chiamata, una Vocazione. Al Regno di Dio.
Ma torniamo al sostenere. Come va sostenuta la chiamata?
Salendo sul Monte. Il salire e il Monte è il moto e il luogo dove si è illuminati e scaldati dalla Grazia. È il luogo del dono di Scienza.
Con l’orazione, il digiuno, la penitenza e il prendersi cura.
Con tutte quelle caratteristiche di attenzione fraterna di cui tanto c’è bisogno tra sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli laici.
Con tutte quelle caratteristiche di attenzione fraterna di cui tanto c’è bisogno tra sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli laici.
L'attenzione nasce da un cuore sempre orante. È l'attenzione e l'accoglienza che svela come si prega.
È l'attenzione che svela quanto hai compreso il cuore di Dio.
È l'attenzione che svela quanto hai compreso il cuore di Dio.
Se ci fosse una maggiore attenzione tante idee solipsistiche e malsane sulla teologia, sulla liturgia, sulla morale non solo verrebbero a decadere per confronto e vigilanza ma verrebbero a decadere perché aderirebbero, più profondamente, a quella Chiamata e a quella Volontà scaturita dal Cuore del Padre. Di cui tutti siamo custodi, gli uni degli altri.
Con questa consapevolezza rimaniamo desti e vigilanti nell’appartenenza e nel sostegno orante e colmo di carità.
Per non disperdere la Chiamata che abbiamo ricevuto.
Lì dove il Signore ci ha posti, per Stare con Lui, anzitutto, personalmente e come Noi, nel contempo e per Evangelizzare e per Prenderci cura.
Paolo Cilia
Paolo Cilia