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COPERTINA PELLEGRINIP. Pietro Messa, ofm

Il termine "sinodalità" ha origine da "sinodo" che etimologicamente significa camminare insieme e questo è ciò che fece Gesù con i suoi discepoli.
Tuttavia si deve prendere atto che anche nel periodo apostolico non sempre le cose andarono così; basti ricordare lo scontro tra Paolo e Barnaba ad Antiochia (At 15,35-41): "Barnaba voleva prendere insieme anche Giovanni, detto Marco, ma Paolo riteneva che non si dovesse prendere uno che si era allontanato da loro nella Panfilia e non aveva voluto partecipare alla loro opera. Il dissenso fu tale che si separarono l'uno dall'altro; Barnaba, prendendo con sé Marco, s'imbarcò per Cipro. Paolo invece scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore".
Proprio questo episodio è richiamato, narrando degli accesi scontri tra i frati francescani nel Quattrocento nella sua "Cronaca dell'Osservanza"dal beato Bernardino Aquilano il quale non teme a sostenere la possibilità che vi siano contese virtuose per cui tutti tendono "a buon fine ma tuttavia per strade diverse". Un vero e proprio ossimoro visto che sinodalità è camminare assieme mentre sia Paolo e Barnaba che il suddetto beato prospettano un percorso per strade diverse.

Allontanandoci dalla città di Tivoli [...] un'altra vecchia, con amarezza di cuore, disse: "Che cosa è questo che sentiamo dire di voi, figlio mio?". Risposi: "Non so di cosa parli". E lei: "Tutti noi vi consideravamo la nostra luce, e tuttavia questa luce si è oscurata, e ormai siamo mezzi morti; infatti di voi [...] si dicono tante cose e tanto cattive che a stento possiamo ascoltarle. State infatti tutto il giorno tra risse e contese, e tutta la città di Roma è straordinariamente scandalizzata di voi". Sentendo questo in verità il mio cuore fu trapassato da una spada di dolore. Ho risposto: "Madre mia, non meravigliarti; talvolta infatti ci furono contese anche tra gli apostoli di Cristo, non viziose ma virtuose: ciascuno di loro tendeva a buon fine ma tuttavia per strade diverse, così accade a noi", e ho risposto come meglio ho potuto.
Andando per via, e avendo notizia di quello che stava accadendo, abbiamo cominciato a confabulare. Alcuni di noi dubitavano di alcuni frati che erano venuti dai conventi, io tuttavia ricordo di aver detto presuntuosamente così: "Non temo il Signore, perché Dio è fautore della verità e difensore delle virtù; non temo le creature, perché se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Questo solo temo: cioè che noi siamo divisi, perché ogni regno diviso in sé stessa va in rovina. Se invece siamo uniti, essendo il Signore con noi, non temo né gli uomini né i demoni".
(Letizia Pellegrini, Bernardino Aquilano e la sua Cronaca dell'Osservanza con nuova edizione e traduzione a fronte, Milano 2021, pp. 177-179).