
Il cardinale Scola, ricordando il recente rapporto-proposta sull'educazione curato dalla Conferenza episcopale italiana, ha quindi parlato della necessità di un'"alleanza fra tutti gli attori impegnati in campo educativo nel nostro Paese", poiché "la questione educativa è oggi fondamentale in una società come la nostra, in un tempo di travaglio e di fatica nella trasmissione dei valori della vita tra una generazione e le altre". In questo quadro si riaffermano il valore della scuola "libera" e il bisogno di rendere effettiva e concreta la parità scolastica offrendo alle famiglie un'effettiva libertà di scelta in campo educativo.
Bisogna uscire "da uno stile di contrapposizione conflittuale", ha detto ancora il patriarca di Venezia sottolineando che "ai vescovi sta a cuore l'educazione di tutti". Essi "non hanno assolutamente alcuna posizione critica nei confronti della scuola di Stato". I presuli, "mentre chiedono che questo modello sia allargato, cioè che alla scuola paritaria venga data la possibilità di emergere in tutte le sue necessità, compresa quella economica-finanziaria, da subito - ha affermato il porporato - sono pronti a lavorare assieme a tutti, perché il bene dell'educazione è primario nel nostro Paese".
Scola ha quindi fatto un richiamo al concetto di sussidiarietà, indicando che lo Stato non può non continuare a governare la scuola, ma non è necessario che gestisca "in presa diretta ogni istituto".
Dal canto suo monsignor Nosiglia ha evidenziato che "la questione della parità scolastica è un capitolo decisivo per realizzare l'autonomia della scuola". In questo senso ha ricordato l'appuntamento di domenica 29 novembre con l'iniziativa "Scuola aperta", tesa a sensibilizzare e a promuovere a livello locale, presso le realtà ecclesiali e civili dei vari territori, le scuole libere e paritarie sempre più viste come "scuole della comunità". Sullo stesso tema è previsto, nel 2010, un concorso regionale che coinvolgerà gli alunni.
Oltre alla questione scolastica, la Conferenza episcopale del Triveneto ha preso in esame la situazione (numeri, incidenza, modalità d'azione) delle realtà associative e dei nuovi movimenti ecclesiali composti da laici attivi nel territorio delle diocesi. I vescovi hanno espresso apprezzamento nei confronti della molteplicità dei doni e dei carismi di tali aggregazioni, la volontà di valorizzarle e di accompagnarle affinché siano sempre parte integrante della vita della Chiesa diocesana.
(©L'Osservatore Romano - 1 ottobre 2009)