Il 30 settembre scorso, la Segreteria generale del Sinodo ha diffuso la Relazione finale della Commissione Canonistica contenente alcune proposte di revisione del Codice di Diritto Canonico a seguito delle istanze emerse dai lavori della lunga fase sinodale sulla “nuova sinodalità”, iniziata nel 2021 e terminata nel 2024. Per il momento si tratta di modifiche che non richiedono l’istituzione di nuovi ministeri, ma si limitano a confermare forme di partecipazione laicale in atto e di rafforzare quelle già previste dall’attuale Codice. La Relazione auspica però anche che si realizzi, nel prossimo futuro, una vera e propria revisione complessiva dei Codici di Diritto canonico latino e orientale. Niente di meno.Le novità riguardano per esempio la possibilità che i laici esercitino il ministero della Parola, presiedano alle preghiere liturgiche, amministrino il battesimo, assistano ai matrimoni, distribuiscano la Santa Comunione, esercitino una missione su delega (figura del “delegato vescovile”), che la costituzione e la convocazione dei Consigli pastorali diocesano e parrocchiali sia obbligatoria, che i sinodi diocesani e i concili provinciali si tengano obbligatoriamente e con regolarità e che la gestione economica sia pubblica, trasparente e certificata.
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