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Una lettera al Ministero della Salute da parte della Regione Piemonte per evidenziare tutti gli aspetti contraddittori delle nuove linee guida sull’aborto farmacologico. Le criticità emerse, dopo la valutazione dell’Avvocatura regionale su impulso dell’assessore Maurizio Marrone, sono di natura giuridica ma anche tecnico-sanitaria e renderebbero sostanzialmente inapplicabili gran parte delle regole volute a metà agosto dal ministro Speranza. La possibilità di ricevere la pillola Ru486 anche nei consultori, spiega il documento, è incompatibile con la legge 194, che invece «insiste su un ruolo dei consultori orientato a contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza, anche avvalendosi della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita». 
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