Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), la fondazione pontificia che dal 1947 aiuta i cristiani perseguitati, ha pubblicato un nuovo rapporto. Si intitola Perseguitati e dimenticati? Rapporto sui cristiani oppressi per la loro fede 2024-2026 ed è stato presentato al pubblico il 27 ottobre.
ACS specifica che, pur essendosi avvalsa di analisi quantitative come il Social Hostilities Index del Pew Forum, l’indagine è essenzialmente una analisi qualitativa dei dati reperiti, raccolti attingendo a diverse fonti che includono dati di pubblico dominio e informazioni fornite dalle chiese locali. Come le edizioni precedenti, il rapporto descrive la situazione generale per poi prendere in esame quella di 18 paesi, scelti – spiegano gli autori – non perché siano necessariamente quelli in cui per i cristiani è più pericoloso vivere, ma perché, per gli sviluppi e le tendenze rilevati nel periodo considerato, sono quelli che hanno destato più preoccupazione. ACS peraltro mette in guardia dall’attribuire la violenza che colpisce i cristiani esclusivamente alla religione. L’appartenenza etnica, l’instabilità politica, la povertà e la competizione per la terra e per altre risorse si sovrappongono spesso all’identità religiosa. Al tempo stesso la dimensione religiosa viene tuttavia spesso sottovalutata, specialmente al di fuori dei paesi colpiti.
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