Home
Nello CasaliniCinquantesimo anniversario dell'occupazione della Università Cattolica di Milano (1967-2017)

A cura di P. Pietro Messa, ofm

Il Ministro provinciale dei frati Minori d’Assisi, p. Claudio Durighetto, con il settantenne p. Nello Casalini (nella foto)

In occasione del cinquantesimo anniversario dell'occupazione della Università Cattolica di Milano (1967-2017) e dei movimenti del Sessantotto giustamente si torna e quegli anni cercando di comprendere quanto accadde.

In una simile operazione, come ogni volta che si vuole ricostruire la storia di una persona o istituzione, importante è la periodizzazione onde evitare di fare di ogni erba un fascio. Infatti ciò che avvenne nel '67 presso l'Ateneo milanese non è del tutto assimilabile alle azioni violente degli anni successivi e queste non sono identiche ai sanguinosi attentati terroristici delle Brigate Rosse; anche in questo caso vale il detto che chi non distingue confonde. Premesso ciò per un sano igiene mentale e un'onestà intellettuale, c'è da considerare ogni momento e persona nella sua singolarità senza però smarrire il tutto.   
Uno dei protagonisti della occupazione fu Nello Casalini, eletto ripetutamente quale presidente dell'assemblea studentesca della Cattolica; egli nel volume Dialoghi dei minori (Istituto Propaganda Libraria, Milano 1992), narra la conversione di Francesco d'Assisi. Nel racconto si nota in filigrana una forte influenza del suo vissuto personale; così alle pagine 25-26 scrive: "Lo scopo quindi era giusto e buono lo stimolo del desiderio, perché noi siamo fatti realmente per Dio. Ma il mezzo era sbagliato e peccaminosa l'inclinazione dell'animo con cui lo hanno perseguito [...] Che cosa li ha fatti cadere in quella illusione? Chi li ha spinti a fare il male? [...] La superbia. Hanno disprezzato la povertà umana, che è la condizione naturale della creatura, non hanno riconosciuto la necessità del limite imposto dal creatore e hanno presunto di  conquistare da soli, con la propria forza, il sommo bene, che è la vita divina, e che Dio dona per grazia [...]".
Parafrasando tale affermazione si può dire che la domanda degli studenti di cinquant'anni fa era giusta, non sempre altrettanto la risposta.
Per un approfondimento cfr. http://www.assisiofm.it/dal-sessantotto-al-saio-francescano-73803-1.html