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Santuario di Greccio affresco della cappella del PresepioNella veglia pasquale un momento importante è il canto da parte del diacono del preconio, un annuncio il cui nome viene nientemeno che dal latino "praeco", ossia banditore.
La solennità del testo denominato dalla prima parola, cioè Exultet,  è testimoniata ad esempio dalla cura con cui il supporto materiale in forma di rotolo è scritto e decorato. In tale testo tutta la creazione è invitata ad esultare - dagli angeli alle api, dal cielo alla terra - e un posto particolare ha la notte che da immagine della morte diventa beata a motivo della resurrezione. E quindi diventando luminosa si canta che "nox sicut dies illuminábitur", la notte brillerà come il giorno. Ora proprio tale espressione è usata da Tommaso da Celano nella prima Vita di san Francesco per narrare quanto avvenuto nel 1223 a Greccio. Infatti nota l'agiografo che ottocento anni fa nella celebrazione del Natale voluta dall'Assisiate "illuminatur nox ut dies", cioè la notte si è illuminata come il giorno.
E che questa citazione per il Natale del testo pasquale non è fuori luogo lo testimonia la raffigurazione medievale di quanto avvenuto a Greccio: il bambino avvolto dalle bende come se fossero un sudario è adagiato nella mangiatoia che ha la forma di un sarcofago, sospeso tra il buio e la luce nel mistero di morte e resurrezione. Di fronte con le vesti diaconali gli sta il santoche come un vero e proprio banditore ha appena proclamato il Vangelo.
Quindi a Greccio ottocento anni fa frate Francesco celebrò il Natale, ma essendo tutto presente nel frammento - proprio come per l'Eucaristia - in quel momento era ben presente anche il compimento della Pasqua.

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Per un approfondimento cfr. Il Natale di Francesco a Greccio, Edizioni Biblioteca Francescana, Milano 2022.
Il video dell'intervento di p. Fortunato Iozzelli sul Natale di Francesco a Greccio svolto venerdì 31 marzo 2023 in
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