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Bossey, 13. "C'è valore nella diversità". Lo hanno affermato con forza i giovani partecipanti al tradizionale seminario di formazione per il dialogo interreligioso promosso dal World Council of Churches, a Bossey, in Svizzera, concluso nei giorni scorsi. Venticinque studenti cristiani, ebrei e musulmani si sono confrontati sul tema "Il contributo delle religioni alla pacificazione", mettendo in rilievo come le diversità tra le religioni, anziché costituire un ostacolo al processo di riconciliazione nei contesti di conflitto, assumono un valore di testimonianza corale ai valori primari dell'uomo.
Gli studenti hanno potuto quindi analizzare e apprezzare, nel corso del programma di studi, i molteplici contributi alla pacificazione offerti dai leader religiosi in vari Paesi del mondo.

Una studentessa musulmana, Lubna Alzaroo, ha sottolineato che il seminario "è servito a porre in evidenza la realtà del pluralismo religioso e il valore in esso contenuto". "Ci sono molte verità - ha specificato - e la mia verità può essere diversa da quella di un'altra persona, ma è bene così. È un bene se le persone sono diverse tra loro, perché è sulla diversità che è basata la società".
Una giovane ebrea ortodossa che vive a Gerusalemme, Jessica Sacks, ha evidenziato "di provenire da una città dove si toccano con mano le divisioni che possono emergere a causa delle differenze religiose". "Vengo da un posto - ha affermato - dove non puoi evitare d'impegnarti nel dialogo interreligioso. Si tratta di un luogo dove si vive a stretto contatto con persone che parlano una lingua completamente diversa e che hanno una visione del contesto sociale completamente diversa". La giovane, studentessa all'Hebrew University di Gerusalemme, fa parte di un gruppo di allievi musulmani ed ebrei che hanno regolari incontri per approfondire la rispettiva conoscenza sui temi di fede. "All'esterno potrà apparire una cosa piccola - afferma la studentessa ebrea - ma noi la consideriamo un importante punto di partenza. "Per noi tali incontri - rileva - sono significativi e, grazie a essi, abbiamo creato delle amicizie. Il cambiamento avverrà con il lavoro che svolgiamo all'interno delle comunità al fine di renderle più aperte".
Il rabbino Delphine Horvilleur, che ha preso parte al seminario in qualità di docente, ha affermato che "la religione è spesso vista come una barriera alla pace, ma la pace è un tema centrale nelle religioni e una buona base per discutere sulla costruzione di una comunità interreligiosa". Il rabbino ha incoraggiato i giovani a riflettere sulle molte dicotomie esistenti nelle varie religioni. "Ma proprio tali dicotomie - ha specificato - mettono in evidenza l'importanza della questione:  "chi è l'altro ?". "È fastidioso pensare - ha aggiunto - che nel processo di dialogo interreligioso ci sia la tendenza a muoversi verso un'idea d'identità assoluta, un tentativo di sincronizzare tutte le posizioni. Creare l'idea che tra religioni non vi siano assolutamente differenze può essere una grande minaccia".
Il seminario rientra nel più generale "Scholarship Programme" che il Wcc promuove fin dal 1945. Finora sono stati oltre 10.000 i giovani allievi di varie nazionalità che hanno seguito i corsi di teologia e di altre materie previsti dal programma.

(©L'Osservatore Romano - 14 agosto 2009)