“La nostra gente – prosegue il vescovo - si trova in una situazione di sradicamento spirituale e fisico dal loro paese. Si tratta di portare avanti un lavoro di prossimità alle persone per i loro bisogni più immediati. Penso in particolare ai poveri, alle persone sole, ai malati negli ospedali, ai detenuti. Ce ne sono tanti nelle carceri, e tanti di loro sono anche minorenni lasciati abbandonati. C’è tantissimo da fare ma siamo pronti a lavorare. Penso che in questo senso si potrà sviluppare una collaborazione sia con la Chiesa cattolica e le altre comunità religiose, sia con lo Stato e i comuni laddove si trovano le nostre parrocchie”. Mons. Siluan guiderà le 75 parrocchie presenti attualmente in Italia, servite da più di 85 preti e diaconi. iguardo al dialogo ecumenico, il vescovo dice: “E’ normale che essendo in Italia siamo interlocutori privilegiati per la realtà cristiana locale, sia quindi con la Conferenza episcopale italiana sia con il Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Sono rapporti che non sono stabiliti da oggi. Hanno una lunga storia di dialogo segnata in maniera particolare dal viaggio di Giovanni Paolo II in Romania nel 1999 e dalla visita in Vaticano nel 2002 del patriarca Teoctist. C’è quindi una storia di dialogo consolidata. A noi spetta solo di proseguire quello che i nostri predecessori hanno fatto”.
News by SIR
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